Il collettivo Ceccano2030 ha tenuto ieri un ‘flashmod’ presso il campetto Protani di Ceccano per denunciare il totale stato di abbandono della struttura ed il degrado che investe tutto il quartiere popolare, “dove la politica e i politicanti – dicono dal Collettivo – si fanno vedere solo quando c’è da raccattare voti, ma di azioni concrete per migliorare la vita di chi il quartiere lo abita non se ne è vista nessuna”.
Il campo è l’unico luogo che i bambini e i ragazzi del posto – non avendo nessun altro luogo di aggregazione e di svago – possono utilizzare, ma lo fanno “mettendo a rischio la propria incolumità, visto lo stato dei luoghi – avvertono dal collettivo -. Lo fanno perché a loro non interessano le beghe della politica, vogliono solo divertirsi correndo dietro un pallone imitando le gesta di chissà quali campioni”. Ceccano 2030 se la prende quindi con l’inerzia dell’amministrazione comunale: “di certo, non sono campioni i nostri amministratori, tutti, incapaci di trovare fondi per la manutenzione del campo (a proposito: la Regione Lazio ha prorogato i fondi per il “Progetto Sport 2023”…avrà partecipato il Comune di Ceccano? Mah!), incapaci anche di sistemare l’altalena del parco giochi del quartiere”. Per il collettivo il campo ‘Franco Protani’ “è l’emblema del fallimento e dell’incompetenza dell’amministrazione di destra” guidata dal sindaco Roberto Caligiore, “capace di abbandonare un bene comune come questo campo, e di portarlo ad un totale stato di degrado” aggiungono. Da Ceccano 2030 arriva allora la richiesta di un immediato intervento di messa in sicurezza della struttura, e l’avvio di una seria azione di programmazione per il suo recupero, “per farlo tornare quanto prima a svolgere la sua originaria funzione pubblica per il quartiere e per tutta Ceccano” con l’avviso: “E che non si pensi di privatizzarlo o di trasformarlo in qualcos’altro non attinente alla sua destinazione d’uso: il campo Protani è dei cittadini, a loro va restituito, e noi auspichiamo che sia un comitato del quartiere Giuseppe Di Vittorio a prenderne la gestione attraverso una seria regolamentazione che disciplini l’utilizzo dei beni comuni di Ceccano”.
