Sanità – “Atto aziendale, poco tempo per esaminarlo” la sinistra va all’attacco

chiaro13
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Oggi i sindaci si confrontano sull’atto aziendale della asl di Frosinone, ma non mancano le polemiche. Il primo a insorgere è stato il sindaco di Fumone, Matteo Campoli, del Partito democratico: “Solo oggi, a neanche due giorni dalla convocazione della ASL di Frosinone per il 4 luglio con oggetto l’approvazione dell’atto aziendale – ha detto l’esponente del Pd -, è pervenuto a noi sindaci il documento che stabilisce l’organizzazione e il funzionamento delle aziende sanitarie locali e, dunque, il futuro dei servizi sanitari nella nostra provincia. La riteniamo una grande mancanza di rispetto, perché in così poco tempo è impossibile analizzare e approfondire oltre duecento pagine di atti che riguardano i nostri ospedali”.

Campoli ha aggiunto che i sindaci sono i primi a confrontarsi quotidianamente con i cittadini, ma agli stesso non è permesso fare osservazioni sull’atto aziendale “in un territorio, peraltro, che continua a perdere servizi, che subisce tagli, che non mette più i cittadini nelle condizioni di curarsi”. Poi ha sottolineato come, nel caso dell’ospedale di Alatri sarebeb stato opportuno “incontrare, prima dell’assemblea, il Comitato San Benedetto che da anni si batte in difesa del nosocomio e conosce a perfezione le dinamiche. Regione Lazio ed Asl, invece – ha aggiunto -, pensano di evitare l’eventuale dissenso attraverso questi piccoli escamotage, ma evidentemente pensano male: faremo tutto ciò in nostro potere affinché la votazione venga rimandata. Rappresentiamo comuni e cittadini ed è obbligatorio, per noi, prima di votare il documento, studiare gli atti e gli indirizzi che riguardano il futuro della sanità in provincia di Frosinone”. SULLE BARRICATE ANCHE AZIONE Antonello Antonellis, della Federazione provinciale di Azione ha sottolineato: “L’atto aziendale della Asl è un documento importantissimo che analizza puntualmente i dati demografici, socio-economici, ed i bisogni di salute della popolazione provinciale. Ha una rilevanza strategica nella programmazione della offerta sanitaria. È un atto che il legislatore ha voluto non solo tecnico ma che risponda ai principi ispiratori costituzionali di parità di accesso alle cure e quindi scritto con la partecipazione attiva anche dei Sindaci. La Regione Lazio ed il Presidente Rocca, che ha la delega alla Sanità, e la Commissaria Straordinaria della Asl, imponendo tempi strettissimi che di fatto non consentono neanche la lettura della proposta di atto aziendale, commissariano anche la Conferenza dei Sindaci che è chiamata a esprimere un parere”. Per l’esponente di Azione tale scelta rappresenta “uno schiaffo istituzionale e politico inaccettabile!”. Antonellis aggiunge: “Era nota la data delle elezioni e che 34 su 91 Consigli Comunali e Sindaci andavano al rinnovo. Non dare modo di poter valutare, e fare proposte, fissando all’indomani delle elezioni una scadenza, è un modo di fare inaccettabile. La Sanità provinciale è in sofferenza sia nella medicina territoriale che ospedaliera, le liste d’attesa sono infinite, la fuga verso il privato e verso altre Province e Regioni è in aumento, la carenza di medici e personale sanitario è drammatica, e ciò penalizza soprattutto le persone e le famiglie più fragili e in difficoltà”. Per questo, Azione chiede con forza “il rinvio delle scadenze e che si apra una vero tavolo partecipativo nello spirito del Servizio sanitario nazionale, in cui gli attori locali possano esprimersi e dare un contributo fattivo”. ANCHE BATTISTI (PD) CRITICA LE TEMPISTICHE FRETTOLOSE Sara Battisti, consigliera regionale del PD e presidente della commissione speciale ‘Piani di zona’ ha evidenziato: “L’atto aziendale della ASL dovrebbe essere un documento di cui discutere in maniera concertata con la Conferenza dei Sindaci del territorio, ma sembra esserci poca volontà democratica e molta volontà impositiva rispetto a questo atto. Come noto, oltre un terzo dei Comuni della nostra provincia si sono insediati negli ultimi 15 giorni, e questo richiede un tempo adeguato per gli amministratori locali per approfondire le esigenze territoriali. La convocazione della Conferenza dei Sindaci, prevista per domani mattina, per esprimere un parere sul documento appare quantomeno affrettata. Sono certa che la stessa Commissaria, così come il Presidente della Consulta, Riccardo Mastrangeli, rinvieranno il voto finale per dare modo ai 91 comuni di potere fare le osservazioni migliorative al testo. Un testo di oltre 200 pagine arrivato ai sindaci solo 48 ore prima dell’eventuale approvazione. Dispiace che, come avvenuto con i predecessori, i consiglieri regionali del territorio non siano stati convocati per l’illustrazione dell’atto. Ovviamente spero che anche il Presidente Rocca, che ha avocato a sé la delega alla sanità, chieda di dilatare i tempi del parere della Conferenza dei Sindaci permettendo, quindi, uno studio preciso di questo documento fondamentale per la salute dei cittadini del territorio. Una richiesta di buon senso a vantaggio esclusivo della collettività”.
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