Lazio – Sanità: dati di bilancio non inviati, la Corte dei Conti richiama la Regione

Cesidio Vano
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Gestione sanitaria e dati non inviati: la Corte dei Conti richiama la Regione Lazio per la mancata trasmissione delle informazioni richieste in relazione alla Gestione Sanitaria Accentrata (Gsa).

Lo scorso 9 marzo, infatti, la sezione di controllo della Corte dei Conti del Lazio ha formalizzato nella determinazione n. 40/2023 la contestazione, mossa all’organo di revisione della Gsa, del mancato inoltro della relazione-questionario relativa al bilancio dell’esercizio 2020, su cui la Corte dei Conti sta effettuando le verifiche di competenza. La trasmissione di tali documenti, da parte dell’organo di revisione della Gsa, è obbligatoria. La Gestione sanitaria accentrata, Gsa come detto, è uno specifico centro di responsabilità, previsto dalla legge nazionale e che il Lazio ha istituito nel 2012, che gestisce direttamente una quota del finanziamento del servizio sanitario regionale e procede all’implementazione e alla tenuta di una contabilità di tipo economico-patrimoniale così da poter verificare, in maniera sistematica e continuativa, i rapporti economici, patrimoniali e finanziari fra la singola regione e lo Stato, le altre regioni, le aziende sanitarie, gli altri enti pubblici e i terzi vari, inerenti le operazioni finanziate con risorse destinate al servizio sanitario regionale. Inoltre, con la sua attività dovrebbe contribuire anche al controllo dei bilanci di tutte le Asl e Aziende ospedaliere della Regione. L’atto atteso dalla Corte dei conti doveva essere trasmesso entro il 31 dicembre 2021, ma non è mai giunto ai magistrati contabili che, a febbraio 2022, hanno inviato un sollecito tramite pec al presidente della Regione, affinché inviasse i dati e i documenti del bilancio richiesti, anche in questo caso senza esito. Lo scorso 28 febbraio – ad un anno dal sollecito rimasto disatteso -, l’inadempienza della Regione Lazio è stata segnalata dal magistrato istruttore al collegio della Corte dei Conti, affinché assumesse i necessari provvedimenti. La Sezione ha evidenziato nella sua deliberazione che “in linea generale, l’esigenza che le relazioni in parola siano inviate nel rispetto dei termini previsti, al fine di consentire l’espletamento delle funzioni di controllo da parte della Corte dei conti, ciò anche con riferimento alla relazione per l’esercizio 2021 i cui termini di trasmissione sono già scaduti. L’omesso invio delle relazioni, difatti, costituisce una grave violazione di un preciso obbligo di legge”. Nell’atto, quindi, i magistrati contabili rilevano che neanche al successiva relazione (quelle per l’esercizio 2021) è stata trasmessa dalla Regione e evidenziano come “l’inadempimento dell’Organo di revisione all’invio dei questionari in argomento, in linea con i principi generali desumibili dal diritto comune, potrebbe giustificarne la revoca dell’incarico”. Nel dispositivo della deliberazione, la Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per il Lazio – dà ordine formale all’organo di revisione della Gsa di trasmettere al documentazione richiesta e dispone che copia della deliberazione sia trasmessa, a mezzo posta certificata, oltre che all’organismo tenuto all’invio dei dati, anche all’Assessorato alla Sanità e al Presidente della Regione. Cesidio Vano
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