(di Dario Facci) Non è certo una sorpresa. Del ritorno di Pino Cangemi in Forza Italia si parla da diversi mesi. L’ufficialità della notizia è stato un passaggio quasi formale. Il vice presidente del consiglio regionale ha infatti ufficializzato il ritorno nel partito dove per diverso tempo aveva militato prima di fare il passaggio nella Lega, partito con il quale ha ottenuto anche l’ultima elezione nel Consiglio Regionale e che ora, a quanto pare, subisce una vera e propria fuga in particolare verso il gruppo degli Azzurri.
La conferenza stampa per la scelta di Cangemi non ha avuto dunque il solo scopo dell’informazione ma risulta, per i più esperti, come un monito nei confronti del presidente della Regione, Francesco Rocca che subito dopo le elezioni si troverà di fronte a un cumulo di istanze da parte dei partiti, Forza Italia in testa, che richiederanno più attenzione e soprattutto una maggiore rappresentanza nell’esecutivo. Con Cangemi Forza Italia arriva a sette consiglieri, otto addirittura se si considea Neri di Noi Moderati che ormai si è federato agli Azzurri. Un gruppo sostanzioso se si paragona a quello della Lega ormai ridotto a un solo consigliere, Laura Cartaginese, a sostenere due assessori: Simona Baldassarre e Pasquale Ciacciarelli. Se la scelta di Rocca dovesse essere quella di lasciare la Baldassarre in esecutivo a discapito di Ciacciarelli per lasciare un posto libero da assegnare a Forza Italia la provincia di Frosinone, con il suo mezzo milioni di abitanti, avrebbe la sola rappresentanza della consigliera Savo in maggioranza e della consigliera Battisti nell’opposizione. Questo a meno che la scelta del presidente della Regione non ricada su un assessore esterno di matrice forzista che sia espressione della federazione di Frosinone. Per ora, comunque, i fatti raccontano di una situazione assurda che rende perfettamente l’idea di come questa legge elettorale sia lacunosa e, più in grande, come una regione che abbia al suo interno la Capitale sia uno sgorbio amministrativo.
