Al di là della polemica politica che in molti auspicavano fosse messa da parte vista la delicata situazione mondiale, alcuni importanti risultati, comunque, sono stati ottenuti. Vediamone alcuni tra cui l’impegno a ridiscutere con le istituzioni nazionali e regionali il Piano di riequilibrio pluriennale varato due anni fa.
Lo scontro al vetriolo vede da un lato la maggioranza che accusa le minoranze di non avere a cuore gli interessi della città, dall’altro le opposizioni che criticano alcune scelte della squadra che sostiene Morini e gli atteggiamenti seguiti.
<<Tarquini, Pavia e Maggi contro la città, e i nostri concittadini>>. Esordisce così una dura nota della maggioranza che continua <<Dopo oltre dieci ore di Consiglio, fatto principalmente di sole chiacchiere, è emersa la pochezza politica di alcuni componenti della minoranza, che, alla fine, hanno votato contro misure economiche in favore della città. Noi con grande umiltà e senso di responsabilità abbiamo preso provvedimenti importantissimi di carattere economico e sociale in favore di attività commerciali, artigianali, studi professionali, famiglie, studenti, operatori sanitari; ricordiamo la riduzione del 35%della TARI e l’abolizione del canone per l’occupazione temporanea di suolo pubblico (bar, ristoranti, ecc.). Le opposizioni, dopo aver richiesto la convocazione del consiglio comunale, non hanno saputo produrre nulla. E in questo si sono distinti i consiglieri Tarquini, Pavia e Maggi che, con i loro interventi, hanno generato solo confusione, facendo la corsa a far vedere che loro sono sempre i primi della classe. Ripetiamo, ciò che conta è che alla fine hanno votato contro i nostri provvedimenti, mettendosi contro gli interessi, le esigenze e le aspettative della città>>. A queste polemiche fa eco la nota di Alatri in Comune, di Tarcisio Tarquini che, oltre a rispondere alle accuse, sottolinea, comunque alcuni risultati. <<Per ora, basta precisare che questo consiglio comunale, con argomenti proposti dagli otto consiglieri della minoranza, si è tenuto perché la minoranza stessa ne ha richiesto la convocazione. Se non fosse accaduto questo, di emergenza sanitaria, di misure a sostegno dell’attività produttiva e delle famiglie non si sarebbe parlato nella massima assise cittadina e probabilmente la maggioranza non avrebbe nemmeno fatto uscire dal cilindro il coniglio del “piano di rilancio” […] Ma il vero nodo è il piano di riequilibrio finanziario, la possibilità di superarne i vincoli per fronteggiare la crisi, intraprendendo una serie di “interlocuzioni” con l’Anci, il ministero e la corte dei conti per rivederne le modalità di attuazione e, forse, anche i tempi. Questa delibera di indirizzo – senza la quale tutto il resto è niente, è improvvisazione amministrativa, è demagogia – è passata all’unanimità, con qualche modifica che l’ha resa meno “forte” ma che abbiamo accettato proprio in nome della concordia necessaria. Il consiglio comunale di ieri ha detto, però, parecchie altre cose (anche sulle mascherine). Nei prossimi giorni, festeggiato come si deve nelle nostre case e nelle nostre coscienze il 25 aprile, ne faremo il racconto>>.
A.T.
