Botte alla moglie perché aveva messo al mondo soltanto figlie femmine: il giudice condanna un operaio marocchino di religione musulmana a due anni di carcere oltre a tutte le spese processuali. Quando era nata la terza bambina, l’uomo che ha 47 anni e che risiede a Ferentino si era scagliato sulla moglie colpendola con il bastone alle spalle, prendendola a pugni e schiaffi sul viso provocandole dei grossi ematomi.
Il sogno di avere un erede maschio si era infranto un’altra volta. E a detta dell’uomo che ha sempre lavorato nel settore dell’agricoltura, la colpa era soltanto della moglie. Per tale motivo oltre a picchiarla la minacciava di morte di continuo. Dopo anni di botte e di vessazioni, la signora si è rivolta all’avvocato Tiziana De Lorenzo ed ha fatto scattare la denuncia. Secondo la vittima, nei progetti del marito c’era quello di riportarla in Marocco e lasciarla in quel luogo per sempre, e per evitare che potesse tornare di nuovo in Italia, le aveva nascosto il passaporto. Ma lei che aveva assaporato, arrivando in Italia, il significato di emancipazione per una donna, non voleva assolutamente restare in quella terra dove la religione musulmana stabilisce delle nette differenze tra i ruoli di genere così come i diritti e i doveri dell’universo femminile rispetto all’uomo. Fortunatamente grazie ai suoi parenti è riuscita a rientrare in possesso del passaporto ed a ritornare a Supino dove adesso vive con le sue tre bambine. Mar.Ming,
