Mancano oltre 830 agenti di polizia penitenziaria nelle Carceri del Lazio. La situzione è sempre più grave e continuano a registrarsi episodi di aggressioni violenze ai danni del poco personale in servizio. L’ultimo raccontato dalle cronache si è verificato 5 giorni fa nell’istituto penitenziario di Cassino, dove un sottufficiale che ha cercato di far rientrare nella sua cella un uomo di nazionalità egiziana è stato di tutta risposta picchiato e preso a schiaffi dal detenuto e solo l’intervento di alcuni colleghi ha impedito conseguenze più gravi per il poliziotto che è stato medicato in infermeria.
A lanciare l’ennesimo grido di allarme sulla carenza di organico nelle carceri della regione è stata la sigla sindacale Fns Cisl Lazio che ha elencato, istituti per istituto, il numero di unità di polizia penitenziaria che mancano all’appello. Sono ad esempio 56 gli agenti che ancora servirebbero per colmare le esigenze del carcere di Cassino. Sessanta sono attese a Frosinone; 12 a Paliano, per limitarci solo alle case di reclusione della Ciociaria. Nel resto della Regione la situazione è altrettanto critica, con le maggiori esigenze – come è ovvio a fronte della maggiore popolazione – per i vari istituti della Capitale. A Rebibbia mancano 54 agenti di polizia penitenziaria; alla sezione femminile ne mancano 47; al nuovo complesso ne mancano 151; a Rebibbia-Terza Casa ne mancano 17; a Regina Coeli c’è una carenza di 143 unità. Così, invece, nel resto della regione: Civitavecchia -7 unità; Nuovo carcere di Civitavecchia: – 60 unità; Casa circondariale di Latina: -20; Casa circondariale di Rieti: -54; Casa circondariale Velletri: -83; Viterbo Nuovo complesso: -80. Una situazione a cui proverà a dare una prima risposta l’arrivo a termine dell’ultimo corso di circa 100 unità, ma che rappresenta solo un palliativo a un male ben più grande. È sempre la Fns Cisl a confermare: “Entro fine mese dovrebbero arrivare circa 100 unità di incremento mediante la mobilità collegata all’interpello nazionale ed al termine del 181° corso allievi Agenti, ma ciò rappresentano una goccia nel mare ed i problemi risultano irrisolti”. Quello che servirebbe, invece, è per la sigla sindacale “un aumento della dotazione organica prevista ma serve soprattutto che il Governo riconosca la gravissima situazione penitenziaria ed possa optare per una deroga ai limiti delle assunzioni prevedendo che il Corpo di Polizia Penitenziaria possa almeno completare l’assunzione straordinaria di personale fino al completamento della dotazione prevista dal decreto Ministeriale. Una scelta come questa consentirebbe di pianificare un piano di assunzioni di oltre 5000 unità che potrebbe consentire di ripristinare sufficienti condizioni di lavoro oggi ignorate in spregio alle norme contrattuali. Se questo non avverrà – considerate le migliaia di pensionamenti previsti nel prossimo biennio per limiti anagrafici del personale – saremo di fronte al caos gestionale totale”. Cesidio Vano
