Regione – Pedoni investiti e uccisi, la tragica conta nel Lazio: 14 decessi da inizio anno

Cesidio Vano
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In tre mesi (dal 1° gennaio al 7 aprile) sono stati 113 i decessi di pedoni investiti sulle strade italiane. La regioni Lazio e Lombardia, purtroppo, sono alla guida della classifica italiana per sinistri mortali che hanno per vittime gli utenti più vulnerabili: i pedoni appunto. Entrambe, infatti, hanno fatto registarre 14 decessi nei primi 100 giorni dlel’anno.

A portare i conti è l’Osservatorio Pedoni Asaps-Sapidata che si ripromette di mantenere informata l’opinione pubblica si tutti gli incidenti mortali che vedranno il coinvolgimento pedoni nel corso del 2024, come già fatto in passato. “L’obiettivo – spiegano i promotori del monitoraggio – è sensibilizzare tutti sui rischi che corrono i pedoni, sulle cause degli incidenti che vedono il loro coinvolgimento e soprattutto la localizzazione con una mappa dei luoghi ove sono avvenuti gli incidenti”. Va ricordato che nel 2023 l’Osservatorio ASAPS-Sapidata aveva conteggiato ben 440 morti sulle strade italiane. Dei 113 decessi finora registrati, 84 riguardano maschi e 29 donne, di cui 67 avevano più di 65 anni. Cinque i pedoni morti nell’ultima settimana di cui ben 4 avevano più di 80 anni. Lazio e Lombardia, come accennato, al primo posto tra le Regioni con il maggior numero di decessi in Italia; a seguire: Emilia Romagna: 13 decessi, Sicilia: 12, Campania: 10, Piemonte: 8, Toscana: 8, Veneto: 7, Umbria: 5, Abruzzo: 4, Liguria: 4, Puglia: 4. Per quanto riguarda il Lazio, il maggior numero di investimenti mortali è avvenuto nella Città di Roma e nella sua provincia. Solo un sinistro mortale in Ciciaria (Paliano); uno a Latina (Terracina) e due in provincia di Viterbo (Nepi e Montalto di Castro). Dopo la diffusione dei dato relativi al Lazio, il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, è intervenuto con una nota in cui afferma: “I dati diffusi dall’Osservatorio Pedoni Asaps sono terribili, con 113 vittime in tutta Italia dall’inizio dell’anno, di cui solo 14 nella nostra regione. Per fermare questa strage, è necessario mettere in sicurezza e illuminare adeguatamente mille attraversamenti pedonali nella città di Roma e in tutta la regione. In questi giorni, come Azione, stiamo promuovendo la petizione ‘Lazio Strade Sicure’, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – Aifvs, per dire basta ai pedoni morti sulle strade di Roma e del Lazio”. “Moltissimi gli investimenti sono avvenuti sulle strisce pedonali – spiegano invece da Asaps -, dove la mancata precedenza ai pedoni comporta la decurtazione di ben 8 punti dalla patente. Va ricordato che con la mini-sospensione della patente approvata alla Camera dei Deputati in prima lettura la scorsa settimana, avverrà il ritiro immediato della patente per 7 giorni con meno di 20 punti sulla patente o di 15 giorni se con meno di 10 punti”. Asaps, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, in collaborazione con Sapidata, ha presentato il report parziale e non tiene conto dei gravi feriti che molto spesso perderanno la vita negli ospedali anche a distanza di mesi. “Istat infatti – dicono dall’associazione – conta solo i decessi nei primi trenta giorni dal sinistro. Altri pedoni sono stati investiti addirittura mentre camminavano tranquilli sul marciapiede. Due i casi di pirateria stradale, con la fuga del conducente a Catania che ha provocato il sinistro mortale di un 93enne. Nel solo mese di gennaio 2023 furono ben 53 i pedoni uccisi in Italia, contro i 31 del gennaio 2024. Ma febbraio si è dimostrato un mese veramente tragico, con ben 42 decessi, un record negli ultimi 5 anni. A marzo sono stati 35 i morti tra gli utenti più deboli. Cinque quelli nel mese di aprile. Tragico l’investimento di un 17enne avvenuto a Perugia, mentre il ragazzo andava a scuola”. Cesidio Vano
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