Società di recupero crediti emette un decreto ingiuntivo nei confronti di un piccolo imprenditore che, secondo i conteggi, effettuati doveva restituire alla banca ventimila euro per un prestito richiesto. Ma l’uomo, rappresentato dall’avvocato Pietro Polidori, si è opposto ed ha trascinato in causa tale società.
La motivazione? La società di recupero crediti gli aveva chiesto l’intero ammontare della somma senza considerare le rate che aveva già versato. A conti fatti, a fronte dei ventimila euro richiesti all’istituto di credito, l’imprenditore nei aveva già versati 14mila. Dunque avrebbe dovuto pagare soltanto seimila euro. Invece nel decreto ingiuntivo che gli era arrivato, gli era stato richiesto l’intero ammontare della somma. I fatti risalgono a qualche tempo fa quando l’uomo, che aveva bisogno di denaro per acquistare un immobile, aveva chiesto all’istituto di credito la somma di ventimila euro. Ma siccome aveva dei debiti pregressi non era riuscito più a far fronte a pagare la rata mensile alla banca. A detta dell’imprenditore, inizialmente aveva chiesto di poter rifinanziare quella somma. Ma poi travolto dai debiti non era più riuscito a far fronte a quelle spese. A quel punto l’istituto bancario si era rivolto alla società di recupero crediti per poter ottenere dall’imprenditore il denaro che ancora non era rientrato in cassa. Quando però l’uomo si è visto notificare quel decreto ingiuntivo dove gli venivano richiesti ventimila euro e dunque l’intero ammontare della somma, si è subito rivolto all’avvocato Pietro Polidori per poter essere rappresentato nelle opportune sedi. L’udienza civile si terrà il prossimo marzo. Mar.Ming.
