Anagni – Impianto rifiuti pericolosi, ecco le osservazioni del Comune

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
L’Ufficio Ambiente e Urbanistica del Comune di Anagni, ha inviato oggi in Regione Lazio, le osservazioni riguardo l’impianto di gestione rifiuti pericolosi e non e autodemolizione, di cui è stata chiesta autorizzazione per aprire in località Paduni.

Le osservazioni redatte su input dell’assessore all’Ambiente Vittorio D’Ercole e condivise dall’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia, mettono in evidenza il fatto che il Comune di Anagni, ad oggi,  non ha ricevuto  alcuna comunicazione da parte della Regione Lazio, dall’Ufficio Via né tantomeno dalla ditta interessata, dell’intenzione di aprire un impianto di rifiuti pericolosi e non. Il Comune di Anagni è venuto a conoscenza solo incidentalmente, dell’avvenuto deposito della documentazione, non conosce quindi l’effettivo termine di scadenza dei 45 gg. previsti dal procedimento, per la trasmissione di eventuali osservazioni. Pertanto l’Ufficio Ambiente e Urbanistica in via prudenziale ha trasmesso le osservazioni, riservandosi di produrne ulteriori dopo un’analisi tecnica approfondita degli elaborati allegati al progetto. Il Comune di Anagni chiede che il procedimento sia da assoggettare alla procedura V.I.A. e nelle osservazioni mette in evidenza che la documentazione allegata al provvedimento, presentata dalla ditta, è incompleta. Inoltre il sito preso in considerazione per la nascita dell’impianto di gestione rifiuti ricade nella perimetrazione Sin, all’interno del quale, ogni opera da realizzare deve essere soggetta a CdS convocata a cura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM). Il territorio del Comune di Anagni e, in particolare l’area in cui insisterebbe il progetto della società proponente, è un’area di “crisi complessa” a causa delle notorie criticità ambientali che hanno indotto a perimetrare l’area stessa come Sito di Interesse Nazionale. La società proponente sembra proporre l’attività principale di autodemolizione, menzionando in modo non esaustivo il processo e le tecniche industriali di ottimizzazione e di efficienza nel recupero e nel disassemblaggio dei vari componenti e materiali dei veicoli. La tecnica indicata nel progetto, non menzionerebbe i parametri di efficienza e di qualità nella scorporazione dei vari componenti.  La “demolizione dei veicoli”, infatti, non è un processo tout-court, per esempio, i liquidi (olii, acidi delle batterie, liquido freni, ecc.) presenti nei veicoli, sono di origine e di diversa natura e quindi per ognuno di essi il proponente avrebbe dovuto indicare, come anche per i singoli componenti e sotto componenti, un idoneo recupero e trattamento specifico. Leggendo invece gli altri documenti allegati alla richiesta, viene menzionato il trattamento di rifiuti pericolosi e non. Nello Studio Preliminare Ambientale, vengono solo genericamente elencati i tipi di rifiuto (oltre a quelli derivanti da autodemolizione) che verranno trattati. Nella documentazione presentata dalla società proponente si dichiara che i reflui provenienti dagli impianti di scarico verranno immessi nel collettore recapitante nel depuratore consortile. Però l’area oggetto dell’intervento è sfornita di un depuratore ASI. Quindi si creerebbero sversamenti incontrollati e non di certo recapitati al depuratore consortile. Inoltre anche se dichiarato che l’attività proposta non richiede l’utilizzo di acqua e che per quanto attiene i servizi igienici si farà uso di acqua potabile proveniente dall’acquedotto consortile, non risulta chiarito l’aspetto relativo all’approvvigionamento dei sistemi antincendio. In conclusione l’area oggetto dell’intervento ricade all’interno dell’area d’incidente a rischio rilevante, il sito dista circa 250 m dall’attività della Soc. Brenntag (Ex Romana Chimici) azienda che tratta molteplici prodotti chimici e catalogata come soggetta ad incidente a rischio rilevante. Più lontane ma sempre ricadenti nella zona sono la Soc. Distillerie Bonollo e Bonollo Energia, (limitrofe alla Brenntag) e la Agusta Westland, società sempre classificate ad incidente rilevante. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento