Ragazzini picchiati e maltrattati all’interno di una casa famiglia di Monte San Giovanni Campano: il pubblico ministero titolare delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio per otto operatori che lavoravano all’interno della struttura. Il Comune di Fiano Romano, assistito dall’avvocato Antonello Madeo, è intenzionato a costituirsi parte civile. L’amministrazione comunale è stata chiamata in causa proprio perché uno degli adolescenti risiede nella cittadina alla periferia di Roma.
La vicenda, che ha portato in superficie una situazione aberrante all’interno di una casa famiglia nel territorio ciociaro, risale al 2018 quando uno dei ragazzini ospiti nella struttura con alle spalle una situazione familiare disagiata scappa da quel centro di accoglienza. Il ragazzino verrà ritrovato dalla madre dopo tre giorni. E proprio alla genitrice l’adolescente aveva raccontato dei maltrattamenti subìti da parte degli operatori i quali oltre a picchiarli, li costringevano a mangiare i loro escrementi. A seguito del racconto del figlio la donna ha fatto scattare la denuncia. Da qui la richiesta del pm di rinviare tutti e gli otto operatori a giudizio. Secondo quanto riferito dalle vittime, venivano sbattute contro i muri e prese a calci e pugni. Per non parlare del trattamento riservato ai disabili che venivano sistematicamente picchiati e maltrattati. Uno addirittura veniva chiamato “cane”, un altro ancora è stato picchiato dagli stessi compagni istigati da una operatrice. Qualcun altro ancora, siccome sovente veniva colto da esplosioni di rabbia, veniva preso a bastonate con il manico della scopa lasciandogli lividi su tutto il corpo. “Loro basta che prendono i soldi” – avrebbe dichiarato uno dei giovani ospiti della struttura agli inquirenti. Ben dodici i ragazzini ospiti della casa famiglia hanno puntato l’indice nei confronti di coloro che avevano il compito di seguirli e tutelarli. Gli adolescenti che vivevano presso la struttura avevano tutti un passato alle spalle doloroso. Ma gli operatori, invece di supportargli, inveivano nei confronti dei genitori etichettandoli come emarginati e dei poco di buono. Spetterà adesso al giudice per le udienze preliminari alla luce degli elementi raccolti, decidere se trascinare o meno alla sbarra gli otto imputati. Mar.Ming,
