Vicalvi / Isola del Liri – Preso di mira e poi rapinato dai compagni di scuola alla fermata degli autobus, scatta la denuncia di un coetaneo

Caterina Paglia
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Baby gang in azione alla fermata dei pullman all’uscita della scuola, tenta di rapinare un coetaneo per ottenere un biglietto. Si tratta di cinque minorenni indagati dai Carabinieri della Stazione di Vicalvi.

Aggressioni, minacce, schiaffi e intimidazioni con il sostegno del branco, sono state addirittura registrate da un cellulare attraverso il quale è stato diffuso il video in classe e sui social network. E’ questo il quadro portato alla luce da un’indagine effettuata dai Carabinieri della Stazione di Vicalvi tra i mesi di febbraio e marzo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. Un grave episodio, l’ennesimo, che è stato segnalato dalla stessa vittima di Vicalvi che ha indicato i suoi rapinatori, trovando forza e coraggio per denunciarli. Tra i cinque indagati, tre si trovano a piede libero, mentre per un 15enne e un 16enne, entrambi straniera, la situazione si è aggravata per essersi resi responsabili di una tentata rapina nei confronti di un coetaneo all’uscita di un Istituto Superiore ad Isola del Liri. Durante tale atteggiamento “bullesco”, ovvero quando si sono svolti i fatti, alla presenza della vittima rapinata vi erano altri coetanei che, invece di intervenire per mettere quiete, non hanno fatto nulla per impedire quanto stava accadendo e, addirittura, hanno preferito filmare il triste episodio lasciandosi andare anche ad alcuni commenti “menagli che ti faccio diventare famoso”. Pertanto, con l’esito del Consiglio d’Istituto di Isola del Liri, gli insegnanti e il dirigente scolastico hanno deciso di prendere provvedimenti radicali, allontanando i due minori, uno dei quali è stato collocato presso una comunità, mentre l’altro si trova in permanenza domiciliare. Al momento è stato avviato un un percorso informativo e di recupero su tutti i ragazzi coinvolti nella triste vicenda, affinché riescano a comprendere la gravità degli atti compiuti. Con il concorso degli operatori sociali si punterà soprattutto a rendere pienamente consapevoli della pericolosità dell’azione commessa i due adolescenti indagati che, sollecitati anche da altri compagni presenti, hanno deciso di continuare a danneggiare un loro coetaneo. In questo delicato momento la scuola dovrà rassicurare studenti e genitori, adottando metodi di prevenzione nei confronti di certi atteggiamenti. Caterina Paglia
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