(di Cesidio Vano) Una Commissione d’inchiesta sul fenomeno del caporalato. La chiede il consigliere regionale Alessio D’Amato (gruppo Insieme per il Lazio), ex assessore alla Sanità della Regione e candidato governatore del centrosinistra.
L’esponente regionale evidenzia la gravità dei dati relativi proprio all’intermediazione, il reclutamento e l’organizzazione illegale della manodopera nonché allo sfruttamento lavorativo (prevalentemente) in agricoltura in Italia e nel Lazio, ovvero quello che è il caporalato. Al riguardo cita le stime del VI Rapporto dell’Osservatorio ‘Placido Rizzotto’ della FLAI-CGIL (novembre 2022), secondo il quale “nel 2021 sono stati circa 230mila i lavoratori impiegati irregolarmente in agricoltura e, di questi, 55mila sono donne. Il lavoro agricolo subordinato non regolare è particolarmente accentuato in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio con tassi che superano il 40%, ma anche nel Centro-Nord si trovano diffuse irregolarità, un fenomeno quello del lavoro irregolare nei campi che si mostra in ulteriore crescita rispetto alle 180mila unità indicate nel rapporto precedente in base a una stima prudenziale”. Na non sono gli adulti, purtroppo, finiscono vittime di questo sistema. “Save the Children ha pubblicato il rapporto ‘Piccoli Schiavi Invisibili’ – ricorda D’Amato – Il focus del rapporto è dedicato quest’anno a quei bambini, bambine e adolescenti che crescono in aree dove la condizione di sfruttamento dei genitori li rende vittime, sin dalla nascita, di un sistema di violazione dei loro diritti basilari, esponendoli anche al rischio di divenire loro stessi vittime dello sfruttamento. La ricerca è stata condotta nelle province di Latina e Ragusa, dove insistono due dei mercati ortofrutticoli più importanti del Paese, il MOF – Centro Agroalimentare all’Ingrosso di Fondi, in provincia di Latina, e l’Ortomercato di Vittoria, nella Fascia Trasformata di Ragusa”. Per il consigliere regionale è dunque non rinviabile un’attività di studio e indagine sul fenomeno del caporalato e per questo ha depositato in Consiglio alla Pisana una specifica proposta di legge affinché venga istituita, con i poteri previsti dallo Statuto della Regione Lazio, una Commissione d’inchiesta che si occupi di “approfondire le tematiche inerenti il fenomeno del caporalato e le sue conseguenze sia in ambito sociale che produttivo” tramite “l’effettuazione di studi, indagini conoscitive o per l’approfondimento di particolari temi”. Ora sarà il Consiglio regionale a valutare la proposta e decidere in merito.
