(di Dario Facci) Da due anni ormai è accertata la decisione del Ministero della Difesa di creare un centro interforze a Viterbo e trasferire anche l’Aeroporto militare di Frosinone nella nuova maxi struttura. I tempi, stabiliti per il 2025, probabilmente slitteranno. La decisione però resta nonostante le ripetute richieste di ripensamento da parte del territorio.
Il Consiglio Comunale di Frosinone ha votato un ordine del giorno con il quale si chiede di lasciare la Scuola Elicotteri, storica e famosissima nel mondo (a Frosinone si addestrano da anni, tra l’altro, piloti della NATO). Forte di quasi cento ettari di superficie a disposizione la Scuola Elicotteri del Moscardini non è facilmente sostituibile dal punto di vista logistico ed ha dalla sua molti punti forti. L’unanimita’ della risoluzione votata dal Comune però è davvero poca cosa dal punto di vista dell’incursione politica verso quella che è davvero un’enorme impresa. La politica locale, a parte qualche intervento di facciata o presa di posizione formale, non ha intrapreso nessuna vera battaglia per proteggere la permanenza dell’aeroporto. Le cronache parlano più delle discussioni sulla destinazione di quell’area “dopo” che della resistenza “prima”. Si è disquisito sull’arrivo di un aeroporto civile (tormentone che di tanto in tanto si riaffaccia) oppure, come vorrebbe Legambiente, di un enorme distesa fotovoltaica. Oppure della destinazione più naturale che sarebbe quella di un grande centro di Protezione Civile. Sull’argomento è intervenuto nelle ultime ore, l’assessore regionale Ciacciarelli (Lega), per congratularsi con l’amministrazione comunale per l’iniziativa a protezione dell’aeroporto. Un intervento nel quale elenca i punti salienti del valore di quella storica istituzione militare nel capoluogo. Ciacciarelli sottolinea anche il danno economico che non solo la città ma l’intera provincia subirà per il trasferimento, considerate le centinaia di persone che vi operano e che abitano in Ciociaria. Iniziativa lodevole anche questa ma che lascerà il tempo che trova.
