Oxartrosi (artrosi dell’anca) avanzata e invalidante, artrite reumatoide, displasia, osteonecrosi, osteoporosi: sono queste le principali patologie su cui interviene in modo risolutivo la chirurgia d’avanguardia attraverso l’impianto della protesi d’anca mini invasiva. I professionisti della ASL di Frosinone ci spiegano questa tecnica innovativa:

Protesi d’anca mini invasiva. Ogni anno nel mondo vengono effettuati oltre 600.000 interventi protesici dell’anca. Questi interventi sono in continuo aumento, a causa dell’incremento della durata della vita media. Da circa 15 mesi la Unità Operativa di Ortopedia di Sora è la sola ad eseguire nella nostra azienda la protesi d’anca con la innovativa tecnica mini invasiva sia nella
forma classica che in quella bikini per offrire alla utenza tutti i vantaggi di questa tecnica operatoria.
Si tratta di una nuova tecnica realizzata con una piccola incisione cutanea che attraverso un piano intermuscolare e internervoso permette la sostituzione protesica dell’anca determinando un recupero veloce per la vita quotidiana e per il lavoro. Nella protesi d’anca mini invasiva il posizionamento della protesi avviene senza danneggiare tendini, muscoli e nervi: questo determina una notevole stabilità dell’impianto associato ad una sintomatologia dolorosa praticamente assente.
Condizioni queste che permettono alle persone di avere un rapido recupero. Infatti la via d’accesso Diretta anteriore (Daa) attraverso la quale si realizza l’impianto mini invasivo consente un approccio all’anca con rispetto massimo dei tessuti. Il piano articolare è infatti raggiunto attraverso una via anatomica intermuscolare e internervosa tra il tensore della fascia lata ed il retto e il sartorio.
L’avvento di strumentari dedicati (che l’azienda ha dotato la UOC di Sora), associato all’evoluzione in senso riduttivo delle dimensioni dei materiali protesici, ha permesso l’applicazione pratica della chirurgia protesica a risparmio dei tessuti.
L’approccio chirurgico all’anca per via anteriore con tecnica MIS permette, rispetto alla via tradizionale (anterolaterale diretta o la posterolaterale) la riduzione dei tempi dell’intervento, dell’ospedalizzazione, delle perdite ematiche intraoperatorie,
consentendo una rapida ripresa funzionale con riabilitazione ridotta.
La chirurgia mini invasiva nella sua applicazione alla protesica d’anca ha ottimizzato il gesto chirurgico e permesso di ottenere ottimi risultati in termini di rapidità del recupero funzionale e clinico.
La tecnica che prevede un accesso più anteriore rispetto a quella più convenzionale, con paziente in decubito supino, non distaccando alcuna inserzione muscolare, permette un’immediata stabilità dinamica dell’anca, riduce significativamente il rischio di lussazione, riduce le perdite ematiche, non aumenta il tasso di complicanze, permette un rapido recupero funzionale (il paziente riprende a deambulare nelle prime 24 ore dall’intervento), permette l’impianto delle componenti protesiche in
assoluto controllo sia visivo che strumentale. Tale tecnica ben si adatta ai moderni “disegni” degli steli protesici dando la possibilità di applicare protesi a conservazione di collo, steli corti ad osteotomia tradizionale o protesi a “lunghezza standard”.
Oltre ai vantaggi legati alla precoce riabilitazione tale tecnica determina la minor perdita ematica di questi pazienti confrontati con altri pazienti operati per altre vie di accesso.
L’accesso mini-invasivo o via anteriore, l’incisione può essere longitudinale o trasversa a “bikini”, sulla piega della coscia in modo da rimane nascosta dagli slip. Sui piani profondi, sfruttando l’interstizio esistente tra il muscolo tensore della fascia lata ed il retto- sartorio, questo accesso permette di giungere all’articolazione dell’anca e impiantare la protesi senza disinserire alcun muscolo.
Da un punto di vista estetico la protesi d’anca mini invasiva richiede solo una piccola cicatrice, soluzione molto apprezzata per il suo impatto ridotto.
Da un punto di vista della funzione la protesi d’anca mini invasiva anteriore permette un recupero veloce perché non si è dovuto sezionare strutture importanti per eseguire l’intervento e quindi la guarigione interessa solo una piccola zona. In altre parole: “meno si taglia più si recupera velocemente”. In particolare la protesi d’anca per via anteriore diretta miniinvasiva presenta grandi vantaggi:
dolore praticamente assente nei giorni successivi all’intervento;
cicatrice molto piccola (“bikini” o standard);
rapida ripresa del lavoro e dell’attività fisica;
notevole stabilità con pericolo di lussazione praticamente assente;
conservazione delle strutture anatomiche fondamentali per una buona biomeccanica e quindi ottima “sensazione” dopo l’intervento con grande sicurezza;
riduzione molto importante delle perdite di sangue;
durata della protesi analoghi alle tipologie di protesi d’anca con i migliori risultati nella letteratura.
Tutto questo porta a rendere molto più “leggero” l’intervento di protesi d’anca e ad avere un rapido recupero dopo l’intervento, infatti circa il 30-40 % dei pazienti può iniziare ad abbandonare le stampelle dopo 4 giorni dall’intervento.
Dott. Renato Rotondo
Responsabile UOC Ortopedia e Traumatologia – PO Sora