I familiari sono convinti che a decretare la morte del loro congiunto sia stato quel tuffo fatale che aveva fatto in piscina tre anni prima, quando aveva battuto la testa nel fondale. Quel colpo alla testa aveva creato delle lesioni così gravi che il loro caro, un ristoratore di trent’anni, era rimasto paraplegico.
I fatti risalgono ad alcuni anni fa quando l’uomo si trovava ad una festa a casa di amici a Pofi. Una festa che era stata fatta a bordo piscina. Nessuno avrebbe mai potuto sospettare che quella serata all’insegna dell’ilarità e del divertimento si sarebbe trasformata in tragedia. L’uomo infatti nel tuffarsi in piscina aveva battuto violentemente la testa. Per tre anni era stato curato amorevolmente dai suoi familiari. Ma, nonostante le terapie, ad un certo punto è deceduto. I parenti sono rivolti ai loro avvocati di fiducia affinché venga fatta luce sulla vicenda e venga risarcito il danno che loro hanno quantificato in un milione mezzo di euro. Al momento è stata incardinata una causa civile. I proprietari della piscina sono rappresentati dagli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori. Mar. Ming.
