Caro scuola: rincari del 10% (+500/600 euro a persone) e spesa tra i 1.000 e i 1.300 euro per chi deve acquistare l’intero corredo

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Caro scuola: le famiglie italiane sono alle prese con rincari su tutti i prodotti legali alla ripresa delle lezioni, dovendo fronteggiare una spesa che va dai 1.000 euro ai 1.300 se i genitori cederanno alle richieste e alle lacrime dei loro pargoli per avere zaini, diari e prodotto griffati. I conti ha provato a farli Assoutenti, associazione no profit per la tutela dei consumatori, l’ attività di informazione, la solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e l’educazione al consumo.

La stima di Assoutenti, valutati tutti i possibili aumenti, computa un esborso per l’anno che potrebbe arrivare fino a 1.200 euro per ogni studente. Pesa in questo calcolo anche il corredo, che sarebbe arrivato a costare il 10% in più rispetto al 2022, ovvero 500/600 euro a persona. Dopo il caro vacanze, insomma, le famiglie italiane si trovano a fronteggiare una nuova ‘emergenza’ economica: il ritorno a scuola a partire dalle prime settimane di settembre. Se si cede alla tentazione del ‘corredo’ firmato (zainetto, diario, astuccio, ecc.) si rischia di spendere oltre 1.300 euro. “Solo per libri e corredo – dicono da Assoutenti – la spesa sarà di oltre 1.000 euro. I listini del comparto scolastico sono in forte rialzo per tutti i prodotti, al punto che solo per il corredo, una famiglia deve mettere in conto una maggiore spesa attorno al +10% rispetto allo scorso anno, con un esborso che, per il materiale completo per l’intero anno, si aggira tra i 500 e i 600 euro a studente. Se si segue la moda del momento e i siti specializzati, uno zaino di marca arriva a costare fino a 200 euro. Dal monitoraggio effettuato invece dall’osservatorio nazionale Federconsumatori i costi del materiale scolastico registrano “un aumento medio del +6,2% rispetto al 2022. Complessivamente la spesa per il corredo scolastico (più i “ricambi”) ammonterà quest’anno a circa 606,80 euro per ciascun alunno. È in forte salita anche il costo dei libri: per ogni studente in media si spenderanno 502,10 euro per i testi obbligatori più 2 dizionari. La variazione del caro scuola rispetto al 2022 è del +4%. Il calcolo è effettuato prendendo in considerazione le adozioni di testi scolastici di diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici. Tali costi sono relativi ai libri nuovi. Acquistando i libri usati, invece, si risparmia oltre il 26%”. Secondo Assoutenti, il ‘business’ dei libri per la scuola vale un miliardo di euro all’anno: quest’anno prepararsi per l’anno scolastico costerà un media tra il +8 e il +10% a studente. Per zaini, astucciI e prodotti di cartoleria l’incremento medio è stimato nel 9,2% su base annua. La causa dichiarata darebbe i rincari delle materie prime e dei costi di produzione – come detto -: una famiglia che deve acquistare da zero tutto il corredo per l’anno scolastico (zaino, diario, astuccio, penne, matite, quaderni ecc.) si ritrova così a spendere circa 50 euro in più rispetto al 2022. Se si passa ai libri di testo, il rincaro e legato al grado di istruzione: “dai 300 euro a studente della prima media ai 600 euro del liceo, compresi i dizionari – dicono dall’associazione di tutela dei consumatori -, ma si può arrivare anche a 700 euro in alcune classi. “Per evitare l’ennesima stangata è necessario intervenire su più fronti – dice il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi -: da un lato i genitori devono evitare i prodotti legati alle mode del momento e alle pubblicità martellanti, che hanno prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli senza marca; dall’altro il governo deve studiare in collaborazione con Gdo, commercio al dettaglio e produttori dei ’kit scuola’ da vendere negli esercizi commerciali con prodotti base a prezzi ribassati, adottando al contempo misure sui listini dei libri di testo, che ingiustificatamente aumentano di anno in anno. È inaccettabile poi – prosegue Truzzi – che le scuole sforino puntualmente i tetti di spesa fissati dal ministero, e in tal senso invitiamo i genitori a denunciare quegli istituti che non rispettano i limiti massimi ministeriali. Le scuole stesse devono attivarsi per aiutare le famiglie a risparmiare sull’acquisto dei libri, incentivando scambi tra studenti e potenziando le biblioteche scolastiche. Occorre bloccare il business degli editori sui libri scolastici, un settore che vale da solo la bellezza di 780 milioni di euro all’anno, ai quali vanno aggiunti 335 milioni dei servizi internet, in totale oltre un terzo dell’intero mercato librario nazionale». Anche l’Unione nazionale consumatori chiede al governo di intervenire subito contro il caro scuola “varando un decreto che modifichi il vergognoso e scandaloso art. 8 della legge n. 15 del 13/2/2020 – dicono – che, in barba alla libera concorrenza, vieta alle grandi catene di supermercato e alle piattaforme digitali di poter fare sconti sui libri scolastici superiori al 15% del prezzo di copertina. Nel 2019 i ribassi arrivavano anche al 25%, ora non possono superare quella soglia”.
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