Lunedì scorso gli anagnini hanno trovato i tabelloni elettorali, posizionati un po’ dappertutto sul territorio, tappezzati con manifesti variopinti sovrastati dalla scritta “Anagni Futura”.
Le gigantesche bacheche metalliche, utilizzate per la campagna elettorale delle recenti elezioni regionali, per motivi comprensibili sono state lasciate al loro posto, vista la imminenza della consultazione per scegliere il nuovo sindaco della città dei papi. Una delle liste si chiama “Anagni fiorita”, con evidente riferimento all’ex sindaco ed ex consigliere regionale Franco Fiorito. Lo stesso, per una strana coincidenza, aveva appena condiviso la notizia giuntagli dal Ministero secondo la quale in data 20 febbraio avrebbe definitivamente cancellato ogni residuo dell’infausto periodo seguito alla caduta della giunta Polverini. Ostentando l’impegno “la città torna protagonista”, gli autori dei manifesti hanno piazzato ben dodici loghi, ognuno dei quali preciso riferimento a gruppi politici un tempo sostenitori del “Francone” che sostiene di aver seguito le orme di Cincinnato. Quale Cincinnato, però? Quello che lascia la daga per l’aratro o quello che abbandona le zolle per tornare sulla biga da guerra? In ogni caso, i manifesti sono stati in parte rimossi, in parte coperti dalla scritta “affissione abusiva”, ad opera sia della Polizia Locale che dei carabinieri. Come prevedibile, è scoppiata la bagarre. Si è trattato di una boutade, per il momento; anche se, visto i costi dei manifesti oltre che della mano d’opera ingaggiata per affiggerli, la vicenda non dev’essere stata ancora digerita. Una vigilia piuttosto scoppiettante, in attesa del 14 e 15 maggio. E.C.
