Ceccano – Sabato la presentazione del libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri

Alessandro Andrelli
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Si svolgerà sabato 15 ottobre alle ore 18.00 presso la sede del PD a Ceccano in via salita al castello 2 la presentazione del libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri ” Il dissenso al fascismo. Gli italiani che si ribellarono a Mussolini (1925-1943)”.

Avagliano si è specializzato in giornalismo alla Luiss ed ha lavorato con Il Messaggero, L’Informazione, l’Agl, il Giornale di Sicilia, La Voce di Mantova, Il Mattino di Padova, il Gr Rai. Giornalista professionista e studioso di Storia contemporanea, è membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza e della Sissco e dirige il Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma-Lazio. Tra le sue opere: Il partigiano Tevere (Cava de’ Tirreni 1996); Roma alla macchia. Personaggi e vicende della Resistenza (Cava de’ Tirreni 1997); «Muoio innocente». Lettere di caduti della Resistenza a Roma (in collaborazione con Gabriele Le Moli, Mursia, Milano 1999). Per Einaudi ha curato il volume Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945 (2006) e ha pubblicato, con Marco Palmieri, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2011) e Voci dal lager (2012). Per Dalai ha pubblicato il libro Il partigiano Montezemolo (2012). Attualmente collabora con le pagine culturali de Il Messaggero e de Il Mattino ed è all’Ufficio Stampa dell’Anas. Il nuovo libro racconta dei i reduci dei partiti messi al bando e gli oppositori militanti del fascismo, ma anche coloro che erano semplicemente scettici, poco allineati o scontenti furono emarginati, incarcerati, inviati al confino, costretti all’emigrazione e sottoposti al controllo occhiuto della famigerata Ovra. Gli spazi per esprimere dissenso – con scioperi, proteste o in forme non organizzate e in ambito privato – erano limitati ed era rischiosissimo lasciarsi sfuggire anche solo una battuta di spirito, a causa delle spie e delle delazioni. A partire dai rapporti delle prefetture, delle questure e dei carabinieri, le relazioni della censura, del Pnf e dell’Ovra, i giornali, i diari e le lettere dell’epoca, gli autori ricostruiscono le storie di una minoranza di italiani che, all’indomani del delitto Matteotti e fino alla caduta del regime, continuò a esercitare il dissenso.
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