Si è tenuta a Fiuggi la prima parte del Fiuggi Summer Woman, evento creato dal centro antiviolenza Fammi Rinascere per sensibilizzare il tema della violenza di genere.
Durante il dibattito sono intervenuti il sindaco Baccarini che ha salutato gli uditori ringraziando il centro antiviolenza per il lavoro sul territorio e per la vicinanza quotidiana alle utenti che si rivolgono al centro. Durante il suo intervento la responsabile del Centro antiviolenza Fammi Rinascere dott.ssa Sevi ha sottolineato l’importanza di tenere alta l’attenzione sulle criticità e sul tema della violenza lasciando alla moderatrice giornalista Angela Nicoletti il compito di dirigere i lavori del dibattito. Dunque gli interventi sono stati dapprima sul tema del femminismo e della lotta alle discriminazioni di genere con il contributo della dott.ssa Angela Mancini che ha ceduto la parola alla signora Maria Tuzi, figlia del testimone chiave del processo Mollicone, la quale oltre a ricordare la figura del padre morto in circostanze poco chiare, ha descritto il calvario giudiziario vissuto nella vicenda di Serena Mollicone e la sua figura di ragazza innocente e amata da tutti. A seguire è intervenuta la giornalista Sara Lucaroni reporter dell’Espresso che ha rappresentato come la violenza sulle donne è un fenomeno purtroppo internazionale che ancora vede nelle piccole comunità addirittura la tratta delle persone e la donna come merce di scambio. L’onorevole Giannone ha illustrato il suo lavoro in Parlamento che riguarda il fenomeno della doppia vittimizzazione che vivono le donne vittime di violenza a cui in sede di separazione vengono tolti i figli e le prospettive di riforma alle quali ha contribuito nella riforma del processo civile. A concludere l’intervento della onorevole Stefania Ascari con un collegamento telefonico. E’ la relatrice della legge ‘Codice Rosso’ di cui ne ha illustrato i passi fatti e l’adeguamento della nostra legislazione con la convenzione di Istanbul. L’onorevole ha parlato anche della convinzione che per raggiungere l’obiettivo del superamento delle discriminazioni bisogna fare rete e sollecitare il legislatore e le forze dell’ordine ad agire senza esitazione. È stata così donato al centro antiviolenza il busto di donna realizzato dall’artista Elena Sevi.
