“L’Italia che vorrei” questo il titolo dell’incontro organizzato dal Rotary Club di Cassino e tenuto dal dottor Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, di fronte ad una sala gremita di persone. Ragazzi, professionisti, imprenditori, gente comune, persone provenienti dall’intera provincia: tutti in silenzio ad ascoltare le parole dell’ex magistrato ed a sognare un’Italia diversa, che in tanti desiderano ma che spesso appare distante, utopistica, quasi irrealizzabile. In una società difficile, che si mostra sempre più complessa, “L’Italia che vorrei” è minata da una realtà dei fatti, che spesso lasciano senza parole.
Immagini che non riescono a dileguarsi nella mente perché indelebili ed impresse con il fuoco, in quanto rappresentano l’impotenza di un’intera società. Sono immagini di cronaca, immagini dure e diverse, da cui spiccano quelle dei ragazzi della notte. Pur essendo “figli di mamma“, con il volto coperto e con cani incattiviti come amici, distruggono senza motivo beni ed arredi pubblici o smerciano sostanze stupefacenti. Spesso ubriachi, a volte minorenni, diventano forti grazie al branco, un branco che, protetto dall’anonimato, è privo di controllo. “L’Italia che vorrei” è spesso minata anche da una politica che supera ogni limite di decenza. Rappresentanti del popolo che urlano, che si insultano, che cantano in consiglio, incuranti del ruolo che ricoprono, della dignità personale, del compito a loro assegnato da cittadini. Mere ripicche, puntigli personali, azioni che hanno lo scopo di ostacolare, senza un vero motivo di fondo ma solo per presa di posizione, per assecondare comandi lontani dettati da chi non ha a cuore il bene e l’interesse della città. Paroloni, spesso privi di significato, o sproloqui interminabili, giustificano qualsiasi cosa. Sceneggiate da teatro, attacchi personali, vittimismo puerile, solo per coprire l’assoluta noncuranza ed indifferenza verso i problemi reali, i problemi che ogni giorno opprimono la gente. Parlano tanto, riempiono di filosofiche riflessioni i social network, di titoloni strappalacrime i quotidiani. Patetici in una realtà afflitta da innumerevoli problematiche. È sicuramente meglio restare in silenzio ed utilizzare le energie per operare con scienza e coscienza, fianco a fianco ai cittadini, lasciando che siano i fatti ad attestare la realtà delle cose ed a dimostrare chi effettivamente lavora a testa bassa, tra innumerevoli difficoltà, per cercare di costruire “L’Italia che vorrei“… per un futuro migliore.
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