È accaduto ad Anagni, in zona Monti; un nonno novantacinquenne, in preda ad un grave e pericoloso stato di prostrazione, s’è risollevato grazie all’intervento ed al sostegno dei giovani sanitari.
La vicenda ha avuto inizio verso le 12.30 di domenica 30 gennaio. La figlia del novantacinquenne, che negli orari fuori dal lavoro cura con amore il papà costretto sulla sedia a rotelle ed in preda a momenti di depressione, ha chiesto l’intervento del 118 per timore che stesse accadendo qualcosa di gravissimo. L’ambulanza, partita dalla postazione di Via Onorato Capo, il vecchio ospedale cittadino, raggiungeva in pochi minuti l’abitazione isolata in zona Monti. I due sanitari, un giovane e la sua altrettanto giovane collega, si preparavano a caricare il prezioso carico per il trasporto in ospedale quando lo stesso, leggermente riavutosi, si rifiutava di lasciarsi mettere sulla barella. La ragazza, certa che non ci si trovasse alle prese con un caso estremo, si curava con dedizione e particolare cura al nonnino, coccolandolo e facendolo rasserenare. Il suo collega non solo collaborava, ma mostrava attenzione anche per il preoccupante stato della signora che li aveva chiamati, provata ed in preda alla pre-disperazione. La signora, tranquillizzata e felice di vedere l’anziano papà tornato a sorridere, ci chiedeva di attestare l’ottima assistenza prestata, complimentandosi sia con i due operatori in servizio che con la dirigenza del 118, evidentemente fautrice di tali comportamenti. Jackal
