Posto di fronte ad una scelta, non ebbe dubbi: il militare Giacomo Renzi (classe 1922) disse No e decise di affrontare la prigionia, anziché affiancare i tedeschi e i fascisti della Repubblica di Salò. Una scelta di coscienza che poteva anche condurre alla morte. Ma Giacomo Renzi, per tutti Minuccio, insieme ad altri giovani compagni di guerra, il 9 settembre del 1943 misero la propria vita al servizio di un valore più alto, entrando a far parte di quel grande gruppo di militari italiani internati, catturati, rastrellati e alcuni di loro deportati.
Per il suo coraggio, lo scorso 27 gennaio, giornata della Memoria, il Prefetto Ernesto Liguori, alla presenza del sindaco di Alvito Luciana Martini, ha conferito la Medaglia d’Onore ai figli di Giacomo Renzi, Pompilio e Gianni, all’interno dello splendido Salone Purificato della Prefettura di Frosinone. Tale riconoscimento, assegnato a ben 33 cittadini della Provincia, rende però infinito orgoglio alla città di Alvito, ai figli Pompilio e Gianni e alla moglie Luisa, da sempre al suo fianco, fino alla sua dipartita. “Non posso che esprimere massima riconoscenza e ammirazione alla memoria dell’alvitano Giacomo Renzi – ha sottolineato il sindaco Luciana Martini – testimone di un difficile periodo storico in cui molti eroi civili misero a rischio la propria vita a difesa della libertà e dei diritti di tutti. Fiera di aver avuto un eroe silenzioso ad Alvito”. Caterina Paglia
