Mentre si avvicinano feste e festeggiamenti, le diverse nazioni studiano un rispettivo piano per salvaguardare la popolazione dal dilagare della variante Omicron.
Solamente qualche giorno addietro la presidente della commissione UE, Ursula Von Der Leyen, ha espresso la necessità di aprire un dibattito circa l’eventuale obbligatorietà del vaccino antiCovid a livello europeo. Uno spunto di riflessione sulla possibilità di imporre, e non più suggerire, la campagna vaccinale. L’Austria è sicuramente il primo paese al mondo a sposare detta linea, il primo paese al mondo che intende correre ai ripari: si progetta l’obbligo vaccinale, presumibilmente in vigore dal primo febbraio 2022, con una multa pari a 600euro ogni tre mesi per quanti non risponderanno all’invito del Ministero della Sanità a farsi immunizzare. Chi non si sottoporrà all’inoculazione antiCovid entro il 15 marzo 2022 verrà regolarmente chiamato all’appello. I “no vax”, quindi, rischiano di pagare una sanzione di 2.400euro l’anno, che possono diventare 3.600euro nei casi in cui questa non venga subito regolata. I soldi delle contravvenzioni verranno indirizzati ai locali ospedali. Dalla vaccinazione obbligatoria, il cui progetto prevede l’estensione fino ad almeno il 31 gennaio 2024, sono escluse le donne in stato di gravidanza, gli under 14, coloro che sono guariti dal Covid da meno di 180 giorni, coloro che si sono già sottoposti a tre dosi e le persone che non possono ricevere il vaccino, ovviamente munite di certificazione. Le partorienti ed i giovani che abbiano compiuto 14 anni avranno un mese di tempo per procedere della prima dose. I sieri riconosciuti dal disegno di legge sono il Pfizer/BionTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. C’è da specificare che in Austria solamente il 66% della popolazione ha completato il primo ciclo vaccinale ed i numerosi contagi dell’ultimo periodo hanno cospetto il cancelliere Alexander Schallenberg a stabilire il lockdown totale per tutti. Sara Pacitto
