I temerari camminatori, gran parte ciociari, hanno percorso i 135 km tra Bologna e Firenze anticamente itinerario di affari di merci e armi.
Questo itinerario, che attraversa l’Appennino fra Bologna e Firenze, è stato per secoli un una via degli affari: affari di borsa e affari d’arme. I primi ad avventurarsi su queste montagne furono gli etruschi, seguiti poi dai romani che utilizzarono questo percorso per i loro traffici verso la Pianura Padana. L’itinerario, quasi completamente abbandonato nel corso del ‘900, venne “riscoperto” in ottica turistica negli anni ’80 da un gruppo di escursionisti bolognesi. Il nome “Via degli Dei” è stato ispirato dai toponimi di alcune delle località toccate: Monte Adone, Monzuno (da “Mons Iovis”, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (da “Lua”, dea romana dell’espiazione). Il gruppo di 13 veterani del Club Alpino, un po’ ciociari e un po’ pugliesi, comprese tre donne era così composto: Silvano da Alatri, Mario da Bari, Luigi da Isola Liri, Vincenzo da Spigno Saturnia, Alfredo da Isernia, Bruno da Fondi, Benedetto da Colleferro, Daniela Colleferro, Giuseppe da Cassino, Bruno Lena da Cassino, Pietro da Cassino, Elena da Altamura, Giovanna da Cassino. Arrivati nel pomeriggio del 7 maggio scorso a Fiesole, dopo sei tappe, partiti da Bologna il 2 Maggio, i nostri camminatori hanno aggiunto, ieri, qualche km alla loro impresa per arrivare in P.zza della Signoria a Firenze da dove hanno ripreso il treno per tornare a casa. Un gruppo affiatato, un’esperienza bellissima, accompagnata da interessanti incontri, spettacoli della natura e anche tanta pioggia che ha reso l’impresa più ardua ma non impossibile. Una settimana di camminata lungo i sentieri dell’appennino, un itinerario non religioso ma che nasce dallo spirito di un gruppo di camminatori bolognesi del CAI, un tracciato storico che gli Etruschi e i Romani percorsero per sviluppare i loro traffici, che mercanti e viandanti intrapresero durante il Medioevo, che ha visto momenti tragici come la Seconda Guerra Mondiale (in gran parte ripercorre la Linea Gotica) e che oggi ha fatto rinascere piccoli paesi dell’Appennino che altrimenti avrebbero subito l’abbandono dei loro abitanti per mancanza di lavoro o di opportunità. Andrea Tagliaferri
