Si resta attoniti nel leggere la commovente lettera che la signora Elia Fracasso, mamma della professoressa Gilberta Palleschi, rivolge al Presidente Mattarella. Nel silenzio delle parole, la sua disperazione diventa urlo di dolore per una figlia che non c’è più e nel contempo una richiesta di giustizia per una pena esemplare. Una pena che tenga conto delle atrocità inferte. Una pena che per il colpevole non abbia fine: l’ergastolo!
Dolore di una mamma che diventa dolore di tutte le mamme, dolore di ogni donna, dolore di una città e di una società intera.
Dolore per una vicenda difficile da accettare, difficile dal primo momento ed ancora più difficile con il trascorrere del tempo.
Inutile aggiungere parole, solo un fiume di desiderio, speranza e preghiera affinché questo tragico episodio riempia di monito e significato i cuori e le menti.
Sia resa giustizia nel senso più profondo e vero del termine. Il terribile destino di Gilberta, così come quello di tante altre donne, non sia ricordo di tragedia e dolore, ma luce di speranza per il futuro. Una speranza che induca le genti a credere che si può cambiare ed impedire che fatti analoghi tornino a ripetersi. È con questa speranza, luce di immenso e di potenza, che vogliamo riuscire a cambiare il mondo, affinché non si legga più di una donna malmenata, violentata o uccisa.
È con questa speranza, arcobaleno di colori e di infinito, che tutti insieme vogliamo urlare: basta!
Eugenia Tersigni
