(di Alessandro Andrelli) Sono trascorsi quasi due mesi da quando il 1° aprile 2017, il sindaco della città di Sora, Roberto De Donatis, pubblicò sul sito dell’Ente un decreto con il quale reso noto alla cittadinanza della chiusura dell’Archivio Storico comunale e della drastica riduzione degli orari di funzionamento della Biblioteca. Motivo ufficiale di tale decisione, “un riordino funzionale e logistico” di durata complessiva di 15 giorni. Motivo ufficioso (che a voce unanime tutta la città ripete): il totale sbando amministrativo causato dal fatto che “chi deve fare non sa” e “chi sa non deve fare”. Il tutto nella logica, (incomprensibile se valutata con oggettività) di una riorganizzazione comunale, fatta naturalmente solo per far funzionare meglio l’Ente!
15 aprile 2017, il sindaco De Donatis con un decreto, non pubblicato sul sito dell’Ente, informa la cittadinanza che la riduzione degli orari di funzionamento della Biblioteca, delle sale lettura, della sala informatica e la totale chiusura dell’Archivio Storico si protraranno “sine die”, per tutto il tempo necessario a completare (ecco che spunta come un fungo la sorpresa!) la procedura di gara in corso. 18 maggio 2017, la carta stampata riporta grandi promesse fatte dal sindaco De Donatis e dall’Assessore Gemmiti ai dipendenti operanti nella biblioteca, parcheggiati a casa da quasi due mesi. Così, sperando davvero che quanto assicurato corrisponda a verità e che le promesse siano confermate dalla realtà dei fatti, non possiamo non riflettere sul gravissimo disagio che, per assoluta incapacità politica, è stato provocato ai tantissimi giovani che quotidianamente frequentano i locali della Biblioteca per studiare e per fare ricerche. Tutti sanno che Sora non offre spazi idonei per permettere ai ragazzi di ritrovarsi, di incontrarsi e di confrontarsi. La Biblioteca comunale, da anni, luogo di sana aggregazione e socializzazione, improvvisamente viene vietata per quasi 2 mesi, senza che nessuno batta ciglio. In questo “interminabile” periodo, gli studenti, con fare gentile del personale comunale, sono quotidianamente invitati ad andare via e ad interrompere lo studio. E così, mentre i ragazzi con atteggiamento rispettoso e, allo stesso tempo, basito e sbigottito, lasciano le sale studio per tornare speranzosi il giorno successivo, 10 operatori stanno a casa, senza se e senza ma. Dopo anni di servizio svolto con sacrificio, abnegazione e dedizione, 10 persone, madri e padri di famiglia, in un istante perdono lavoro e sicurezza per il futuro, 10 persone si ritrovano “in mezzo ad una strada”. L’impegno lavorativo, i sacrifici e l’esperienza professionale sono cancellati in un batter d’occhio. Tutti a casa! Così anche quando tutto sarà (forse) risolto, resterà sempre la gravità di quanto accaduto. Di certo, tutta la situazione mostra una grave negligenza politica e grandi responsabilità a fronte dello scempio perpetrato a danno dei lavoratori, dei giovani e di uno dei servizi culturali d’eccellenza della città di Sora. Sicuramente, se il sindaco De Donatis e tutta la sua amministrazione fossero stati davvero pronti (come sbandieravano in campagna elettorale) non avrebbero mai permesso un tale scempio. Di certo l’assessore alla cultura, troppo confuso ed impegnato in altro, non appare idoneo a ricoprire un ruolo tanto delicato in una città di quasi 27.000 abitanti. Confondendo i profili (troppo spesso, promette e non mantiene), dicono che si arroghi diritti che non ha, facendo il solista in un ambiente in cui il concerto riesce bene solo se c’è sintonia con tutti i componenti dell’orchestra. Di fronte ai comportamenti discutibili dell’assessore, che lo portano a ricevere nei bar (chissà se c’è un codice di comportamento per gli amministratori che in questi casi contempli il licenziamento!!!) associazioni e cittadini per “programmare le attività culturali”, ci saremmo aspettati almeno dai politici veri, “veterani di peso” , qualche intervento illuminato ed illuminante. Invece Sora, rimasta nel buio più totale e spianata dalla peggiore amministrazione degli ultimi 30 anni, continua terribilmente a soffrire! Alessandro Andrelli
