Omicidio Mollicone – Al via il processo e il procuratore ringrazia Santino Tuzi

Angela Nicoletti
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Nel giorno della festa del Papà e della prima udienza del processo in corte d’assise per l’uccisione di Serena Mollicone, il procuratore capo di Cassino Luciano d’Emmanuele, rompe il silenzio ed ha parole di indulgenza per un papà che oramai non c’è più.

“Santino Tuzi, nonostante il suo iniziale silenzio, è stato l’unico ad avere il coraggio di confermare una verità scomoda. Nessuno lo ha appoggiato ed in questo deve essere trovato il motivo del suo suicidio”. Non ha dubbi quindi il magistrato sui motivi che hanno portato il brigadiere dei Carabinieri a togliersi la vita. La verità sulla morte di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce, uccisa nel 2001, il sottufficiale dell’Arma l’ha tenuta nascosta per sette anni. Nell’aprile del 2008, qualche giorno dopo essere stato interrogato in procura, si è ucciso con un colpo di pistola la petto. La sua morte non ha però spento i riflettori investigativi visto che sta per celebrarsi il processo in Corte d’Assise a carico di cinque persone. A dove rispondere della grave accusa di omicidio volontario ed occultamento di cadavere, sono l’ex comandante della stazione di Carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna Maria ed il figlio Marco. Oltre che ai Mottola a finire sotto processo sono stati anche l’ex vice comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, il luogotenente Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. Il primo accusato di ‘concorso esterno morale in omicidio’ e di ‘istigazione al suicidio’ (con le sue pressioni avrebbe indotto il brigadiere Santino Tuzi a togliersi la vita proprio quando si era convinto nel riferire agli inquirenti quanto a sua conoscenza) mentre Suprano è accusato di aver smontato la porta dell’alloggio di servizio contro la quale Serena Mollicone ha sbattuto la testa dopo essere stata colpita da un violento pugno. Prima dell’inizio del processo sono state inaugurate le panchine rosse del rispetto donate da un imprenditore al tribunale di Cassino. Red.Cass.
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