Il processo a carico dell’ex sindaco di Cervaro, Angelo D’Aliesio, dell’ex vice sindaco ed assessore Gino Canale e dell’ex assessore Vincenzo Ricciardelli accusati di corruzione elettorale, entra nel vivo dinanzi ai giudici del tribunale di Cassino, e si arricchisce di un primo ed importante colpo di scena: gli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, difensori di D’Aliesio, hanno avanzato ai componenti del collegio penale, presieduto da Donatella Perna, un importante aspetto giuridico.
Alla luce della sentenza delle Sezioni Unite del 2 gennaio 2020, chiamata a dirimere la questione di diritto «sul divieto di utilizzazione delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali le intercettazioni siano state disposte». La sentenza quindi stabilisce che «il divieto di cui all’art. 270 cod. proc. pen. di utilizzazione dei risultati di intercettazioni di conversazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali siano state autorizzate le intercettazioni – salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza – non opera con riferimento ai risultati relativi a reati che risultino connessi ex art. 12 cod. proc. pen. a quelli in relazione ai quali l’autorizzazione era stata ab origine disposta, sempreché rientrino nei limiti di ammissibilità previsti dalla legge». In sintesi le intercettazioni provenienti da altre indagini dove si contestano reati diversi da quelli per cui l’imputato è chiamato a rispondere, non posso essere utilizzate. Se la richiesta di inammissibilità avanzata dall’avvocato Sandro Salera (nella foto) dovesse essere accolta, il castello accusatorio a carico dell’ex sindaco D’Aliesio e degli altri imputati, potrebbe venir meno. Angela Nicoletti
