L’emergenza Covid-19 ha messo in crisi i settori produttivi, per questo Fiat Chrysler ha chiesto la cassa integrazione in deroga per 9 settimane, dal 12 marzo al 13 maggio. La richiesta è stata presentata alla Regione Lazio, competente per lo stabilimento Fca di Cassino. Ciò per tutelare i lavoratori. La linea è stata concordata tra aziende e sindacati (Cgil Fiom, Fim Cisl, Uilm, Fismic e Ugl).
“La Cassa Integrazione è stata chiesta alla luce del decreto “Cura Italia”. Ed è stata chiesta per tutti i lavoratori (come da prassi) in modo che, a seconda delle esigenze lavorative, si utilizzerà per questo o per quel reparto. Ma una cosa è certa: lo stabilimento non chiuderà affatto, anzi continuerà la produzione, seppur a ranghi ridotti”.
I sindacati dal canto loro, in una nota, hanno precisato: “I risvolti economici senza precedenti non sono ad oggi prevedibili, per questo siamo impegnati oltre che al contenimento del diffondersi del virus, anche nell’impedire che i lavoratori subiscano conseguenze occupazionali e salariali. Per queste ragioni in questi giorni abbiamo chiesto e ottenuto la cassa “speciale” ma sono necessari ulteriori ed efficaci interventi da parte dello Stato e delle autorità europee per sostenere lo sforzo dei lavoratori”.