Nella Città delle cascate che fu la Manchester d’Italia, dopo la crisi delle fabbriche, per decenni è stato teorizzato il Museo di archeologia industriale.
Nel passato più o meno recente l’amministrazione comunale di Isola del Liri ha investito denaro pubblico per acquistare vecchi macchinari o per risanare siti dismessi. Tra gli esempi più clamorosi l’acquisizione della macchina continua della Cartiera Laziale, la ristrutturazione della Lefebvre, la salvaguardia di alcune strutture dell’ex Boimond. A tutt’oggi la macchina della Laziale è sparita, la Lefebvre è abbandonata, il sito dell’ex Boimond è stato parzialmente trasformato in un magazzino a servizio di un supermercato. E non è tutto. C’è di peggio. Qualche anno fa furono smontati alcuni macchinari di un antico lanificio. Avrebbero dovuti rimontarli. Sono miseramente abbandonati in un’area esterna scoperta dell’ex Boimond. I rovi e i rifiuti li hanno coperti. Altro che museo di archeologia industriale, nella Città delle cascate non si può fare neppure il museo del ferro vecchio. E c’è chi si ostina a parlare di turismo. Dopo la cascata cosa volete fare vedere a chi passa a Isola del Liri? V.V.
