(di Alessandro Andrelli) Undici milioni di euro di debiti, forse anche undici milioni e mezzo. Questo è quello che, a quasi fine mandato, De Donatis e la sua piattaforma scassata regalano a Sora, votando la deliberazione sulla Tomassi durante l’ultimo consiglio comunale.
L’attuale maggioranza si conferma, così, non solo come la peggiore amministrazione mai vista in città e ricordata a memoria d’uomo, ma anche come un gruppo di governo oggettivamente impossibile da immaginare ovunque. Il peggio del peggio politico ed amministrativo che condanna a morte una cittadina intera di quasi 27mila abitanti, prospettandole nella migliore delle ipotesi una montagna di debiti senza soluzione di continuità. E se da una parte è chiaro e lampante che Caschera, Gemmiti, Mosticone, Bruni, Baratta, De Gasperis, Coletta, Di Ruscio, Castagna, Floriana De Donatis e Daniele Tersigni non masticano proprio della materia e, quindi, “papereggiano” dietro al sindaco, dando fiato alla bocca senza consapevolezza alcuna a fronte di un’acclarata incapacità personale (politica s’intende!) a seguire il discorso, dall’altro lato De Donatis, la Paolacci (alcuni dicono anche Lecce) e i due consulenti ombra (“il gatto e la volpe” vengono definiti dai tecnici e dalla gente) seguono benissimo e sanno dove stanno andando a parare. È bene spiegare ai sorani che tale operazione, superficialmente inquadrabile come una decisione di condanna (per almeno tre generazioni!!!) al pagamento di altri 11 milioni/11 milioni e mezzo di debiti, di fatto è un’azione economica seria, che appare volta a riportare “in bonis” una società che aveva perso tutto, che non valeva più niente e che era sprofondata in una palude senza fondo, tra fallimenti, concordati preventivi ed accodi non raggiunti con le banche, con tantissimi soldi persi e tanti impossibili da recuperare. Cosa ci guadagna De Donatis, abile burattinaio, nel fare questo? La “cittadella della cultura”? Sembra che non ci pensi neanche lontanamente, così come alla scuola di Renzo Piano. Gli obiettivi veri, di certo non riguardanti né Sora né i sorani, sarebbero ben altri ed in parte sembrerebbero stati già raggiunti. Perché chi si doveva sedere si è seduto e chi doveva avere ha avuto. Il tutto mentre tanti assessori e consiglieri di maggioranza alzano “mani e piedi”, pieni di spavalderia ed ignoranza (politica), in quanto non in grado di capire cosa si stia votando veramente né tantomeno il fine di tale pezzo di carta che, se da un lato non cambia niente, dall’altro serve per altri scopi su altri tavoli. Con tutto se stesso l’ex sindaco Ernesto Tersigni ha voluto mettere in guardia i sorani, una presa di posizione forte e scenografica che, diventando anche estremamente fisica (il gesto delle manette, l’essersi allungato sul tavolo, le urla), accende i riflettori sull’operato di De Donatis e sugli obiettivi (a vantaggio di chi??? certo non di Sora né tantomeno dei sorani) che il primo cittadino vuole raggiungere a tutti i costi sfruttando la sua maggioranza incapace (politicamente) di discernere quello di cui si sta veramente parlando. Patetico il tentativo del primo cittadino di difendere il suo operato tirando in ballo il “doppio” cimitero, figlio (così come il mostro di Serapide del resto), però, del governo di Enzo Di Stefano. Ancora più patetico il secondo tentativo di arroccarsi in difesa, buttando polvere negli occhi, con la storia della “diga” e della gestione della pubblica da affidare all’esterno. È bene ricordare al sindaco uscente che la cosiddetta “diga” è frutto di un finanziamento europeo, ottenuto grazie all’operato ed alla volontà della sua “grande, riscoperta e cara” amica Maria Paola D’Orazio, ufficialmente assente giustificata in consiglio, ufficiosamente tenuta a casa (sembrerebbe dietro ordine di De Donatis stesso) a fronte del voto incerto di Bruni.
Così come è giusto sottolineare (lo dimenticano sempre il sindaco ed i suoi!) che la gestione della pubblica sarebbe costata zero ai sorani, perché fronteggiata con gli stessi soldi utilizzati per pagare i consumi elettrici attraverso l’efficientamento
energetico, l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle linee, nonché la razionalizzazione dei consumi. Di certo non si sarebbe avuta, come oggi, Via Carpine spenta da una settimana consecutiva (vedi foto a lato), così come non si sarebbero avute infinite strade completamente al buio sine die o punti luce spenti per più di 12 mesi, né tantomeno circa 40mila euro di lampadine/lavori di manutenzione (affidati tutti alla stessa ditta) persi nel nulla, così come è successo sotto la delega di Lino Caschera, l’ “uomo delle tenebre”.
UNA VERGOGNA l’ultimo consiglio comunale, per incapacità ed ignoranza politica di una parte della maggioranza e di qualcuno degli assenti, nonché per infinita astuzia e malvagità, sempre politica, volta al perseguimento di interessi che poco sanno di bene pubblico.
UNA VERGOGNA vedere i sorani ingannati magistralmente con una perfidia politica senza eguali che trama e dirige la scena con astuzia, al grido “il consiglio è sovrano”.
UNA VERGOGNA guardare Sora spegnersi sotto la sporcizia e l’abbandono evidente come non mai, sia in centro che in periferia, e simbolicamente rappresentati dall’erba secca e selvaggia dei vasi sul ponte di Napoli, dalla fontana di Piazza Garibaldi in macerie da quel tempo che fu e dall’assenza di decoro ovunque (della serie “mandate a casa Lino Caschera”… poveri noi!!!).
UNA VERGOGNA la situazione della biblioteca e del museo di Sora che si mostrano spianati, a fronte di una attenzione regionale in materia sempre dinamica e che mai ha prestato il fianco, ma Sora è oramai da quattro anni repubblica a sé.
UNA VERGOGNA il fatto che alla perdita dell’Università, del Mattatoio, dello Sportello Acea, della sede dell’Inps, si è aggiunta questa settimana anche quella della Scuola di Formazione senza che nessuno della maggioranza (sindaco, assessori, consiglieri) battesse ciglio o cercasse minimamente di rimediare trovando una soluzione.
UNA VERGOGNA la riorganizzazione 200.0 del Comune avvenuta in tempo di epidemia senza atto pubblicato, senza passaggio di consegne effettuate, senza risorse di personale assegnato. Tanto da gettare l’Ente in un caos più grande del caos che regna sovrano da quasi quattro anni.
UNA VERGOGNA la sceneggiata di Bruni e De Donatis in merito al ritiro delle deleghe, alla Conferenza Stampa, alla filippica in consiglio per il voto della Tomassi e per l’allineamento finale con un comportamento “a pecora” (politicamente s’intende!) nei confronti della maggioranza, volto a tenere stretto con tutte le forze quello che ancora si può.
UNA VERGOGNA la questione del mercato e della sua nuova riorganizzazione che implode su se stessa di fronte al Covid 19, dopo quattro anni di studio “matto e disperatissimo” di De Gasperis. Anche se Sora si chiede qual è il contributo apportato in questi mesi dal delegato Daniele Tersigni a tal proposito.
UNA VERGOGNA la totale assenza di azione comunale in merito all’alleggerimento fiscale e all’aiuto delle attività in crisi per la pandemia, nonché per la vera vicinanza alle famiglie in difficoltà ed in attesa di una possibilità. Il baratto amministrativo resta una chimera persa sull’ “isola che non c’è”.
UNA VERGOGNA le chiacchiere in giro sulle procedure attuate in Ambiente Surl alla base di situazioni che griderebbero vendetta e sembrerebbero diventate consuetudine.
UNA VERGOGNA la sceneggiata a puntate sulla Farmacia Comunale che ha visto chiudere una società in attivo, perfettamente funzionante e che forniva un servizio importante.
UNA VERGOGNA PIÙ GRANDE DI TUTTE LE VERGOGNE la totale assenza di spessore della maggioranza seduta in consiglio comunale (in gran parte a reddito zero!) che si arroga la prosopopea di volersi ricandidare incurante degli infiniti danni causati. Disposti a tutto per restare aggrappati alla sedia con tutte le forze (De Donatis è pronto ad entrare in Forza Italia pur di trovare una collocazione, Bruni a restare in maggioranza ed alzare la mano da soldatino ubbidiente dopo essere stato politicamente annientato, Coletta ad aspettare sine die la nomina da assessore diventando una barzelletta, e si potrebbe continuare…) continuano a ottimizzare il poco tempo rimasto per arrotare i sorani. Sora è stanca di tutte queste infinite vergogne!!!
Il 2021 è vicino, le prossime elezioni anche. La città è pronta per fare piazza pulita di chi l’ha rasa al suolo. Gli artefici di tanto e tale male iniziassero a scappare via di notte perché il loro tempo è finito. I sorani sono pronti a rialzarsi in piedi. Sanno che è necessario scegliere capacità, onestà e competenza. C’è voglia di aria nuova, c’è bisogno di dignità politica e amministrativa, c’è necessità di amore vero e di tanta tanta soranità!
Alessandro Andrelli
