Delitto Mollicone – Maria Tuzi: “L’unica sede deputata alla ricerca della verità è il Tribunale”

Alessandro Andrelli
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“Lo spirito con cui Maria Tuzi, rappresentata dall’avvocato Castellucci e dalla consulente Dottoressa Sara Cordella, si è costituita parte civile, è la ricerca della verità e il voler dar voce a Santino Tuzi; padre, nonno, carabiniere. Questa parte civile ha sempre ritenuto e ritiene anche oggi, che l’unica sede deputata alla ricerca della verità sia il Tribunale, il dibattimento. Con questo spirito ci siamo astenuti da considerazioni pubbliche e conferenze stampa. Tuttavia, le continue esternazioni pubbliche del Prof. Carmelo Lavorino, ci costringono a delle precisazioni”. Così in un nota inviata in redazione da parte della consulente Sara Cordella per conto della sua assistita.

“Il diritto alla difesa è sacro. Normale quindi utilizzare argomenti per difendere i propri assistiti. Non si possono, però, spacciare discutibili considerazioni personali per verità scientifiche. Non si possono citare brani, fuori contesto, di atti giudiziari per sostenere le proprie tesi. Affermare che Santino Tuzi dica menzogne e far passare questa affermazione come dato acquisito, è dannoso per la verità. Questa parte civile sta preparando una memoria che verrà depositata e illustrata nell’eventuale dibattimento dalla Dottoressa Cordella. In quella sede saranno anche confutate le affermazioni del Prof Lavorino. Qui è il caso di ricordare che dagli atti risulta il sincero e tormentato sforzo di ricordare di Santino Tuzi. Colpiscono profondamente, le dichiarazioni di Tuzi che, passo dopo passo, ricostruisce quanto da lui visto la mattina del 1 giugno 2001. Nulla dimostra che Santino Tuzi, abbia tenuto dolosamente nascosto l’avvistamento di Serena Mollicone per 7 anni. Inoltre non esiste alcuna intercettazione della conversazione tra Santino Tuzi e la sua ex amante nel momento dello sparo fatal, visto che i due usavano sim non intercettate, una delle quali attivata il giorno stesso. Ciò che questa parte civile non può accettare, è il voler mostrare Santino Tuzi come un depresso, una persona instabile. Atti e testimonianze indicano che Santino Tuzi era preoccupato, comprensibilmente, ma anche sereno e tranquillo la mattina del 11 aprile, come dichiarano i colleghi. Una diagnosi di depressione, può essere fatta solo da uno specialista con esame diretto del paziente. I pareri interessati della difesa, pertanto, lasciano il tempo che trovano. Una cosa deve essere chiara: sarà nostro impegno reagire ad ogni attacco alla memoria e all’integrità morale di Santino Tuzi. Con enorme stupore e sdegno, prendiamo atto delle affermazioni del Prof. Lavorino, secondo il quale Santino Tuzi sarebbe stato minacciato dai carabinieri durante le escussioni. Il Prof Lavorino, dimentica di dire che in due occasioni Santino Tuzi, ha confermato quanto dichiarato a sit, al maresciallo Tersigni, in un clima rilassato e di fiducia. Maria Tuzi è figlia di Carabiniere, moglie di Carabiniere. L’Arma è la nostra famiglia. Dobbiamo anche constatare con profonda amarezza, il poco rispetto verso Maria Tuzi, una figlia che vive il più atroce dei dolori, dolore rinnovato ogni giorno. Il più solenne degli impegni attende le parti nell’aula del Tribunale di Cassino, l’accertamento della verità, impegno solenne che non è compatibile con spettacoli mediatici e considerazioni personali spacciate per verità scientifiche. Questa parte civile, rispettosa del lavoro della Procura e delle prerogative della Magistratura giudicante, sta vagliando gli atti per contribuire alla ricerca della verità, Tutti gli elementi raccolti saranno usati in sede processuale, unico luogo dove un professionista serio si esprime. Serena Mollicone e Santino Tuzi attendono giustizia, è in gioco il destino di cinque indagati. Un peso enorme che deve imporre alle parti serietà, continenza nelle dichiarazioni e rispetto”. (fonte: Comunicato Stampa)
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