Giuseppe Scarsella il 35enne di Alatri finito in carcere per il reato di omicidio stradale, potrà continuare ad espiare la pena ai domiciliari. Lo hanno deciso i giudici della corte di Appello di Roma i quali hanno confermato la sentenza emessa in primo grado.
La vicenda come si ricorderà risale al 15 ottobre del 2017 (nella foto di copertina) quando al km 71 della Casilina in territorio di Ferentino, l’uomo mentre si trovava a bordo della sua Smart travolse ed uccise Giancarlo Marrandino e la moglie Rosaria, rispettivamente di 38 e 43 anni che si trovavano su una morto Suzuki. L’uomo era un ingegnere che lavorava per l’indotto Fiat di Piedimonte, originario di Aversa, la seconda di Sant’Antimo. I due coniugi morirono a distanza di pochi minuti uno dall’altro. A seguito di quell’incidente Scarsella venne arrestato. Successivamente dopo l’istanza presentata dal suo difensore, l’avvocato Tony Ceccarelli, venne posto ai domiciliari. Ieri mattina in udienza i giudici hanno confermato la sentenza emessa in primo grado, vale a dire cinque anni di reclusione. Avendone già espiati due dovrà scontare ai domiciliari altri tre anni. Mar. Ming.
