Sassi e bulloni di ferro nelle sacchette di pellet. E’ quanto hanno rinvenuto decine e decine di clienti che avevano acquistato il prodotto in una ditta di legnami a Veroli. Il titolare dell’azienda di fronte a quelle protesta, è caduto dalle nuvole, quella partita di pellet era stato scaricato da una ditta che si trova a Pisa dove si era rifornito. Una situazione così incresciosa che ha indotto l’uomo a rivolgersi al suo legale per chiedere il risarcimento danni.
Quanto accaduto oltre ad arrecargli un danno economico aveva danneggiato anche la sua immagine di imprenditore. Più di qualcuno, addirittura, aveva dovuto sostituire la stufa perché seriamente danneggiata da quei corpi estranei, Nei giorni scorsi il CtU incaricato dal presidente del tribunale Paolo Sordi ha dato inizio alle operazioni peritali. Nella prima fase sono stati ispezionati i luoghi di stoccaggio del prodotto. Successivamente si è proceduto ad accertare l’integrità delle confezioni. Da alcune indiscrezioni raccolte sembra che non siano state rilevate anomalie, ogni sacchetto è risultato chiuso ermeticamente. Il CTU ha proceduto inoltre a prelevare un campione dei corpi estranei trovati nelle sacchette di pellet. I danni sarebbero in via di quantificazione. Con la tecnica di inserire sassi e bulloni nelle confezioni l’azienda toscana avrebbe sottratto chili e chili di prodotto al titolare della ditta verulana. Indagini a tutto campo per accertare se stessa azienda toscana possa aver spedito il materiale “taroccato” in altre ditte del territorio italiano. Mar. Ming.
