La grande cappa di calore africano non ha intenzione di allentare la presa e accompagnerà l’Italia almeno fino alla seconda metà di agosto.
Secondo le analisi dei meteorologi di 3bmeteo.com, la quarta ondata di caldo dell’estate si preannuncia particolarmente intensa e prolungata: per altri dieci o dodici giorni le temperature sfioreranno valori estremi, accompagnate da un tasso di umidità alle stelle e da notti tropicali in cui il termometro faticherà a scendere sotto i 25 gradi, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste. Nel fine settimana si avvertirà soltanto una minima flessione delle temperature, con qualche isolato temporale al Nord, ma si tratterà di un’illusione passeggiante. Già dalla prossima settimana l’alta pressione subtropicale tornerà ad allargarsi con forza sul Mediterraneo, spingendo le massime fino a 36-38 gradi nelle zone interne, con picchi isolati capaci di toccare i 40 gradi. Il caldo picchierà duro anche in montagna, dove lo zero termico si manterrà stabilmente sopra i 4.000 metri di quota e si registreranno oltre 30 gradi persino a mille metri. Ad aggravare il quadro meteo c’è la crisi idrica sempre più acuta che sta mettendo in ginocchio il Settentrione, riportando la memoria alla drammatica estate del 2022. Il Piemonte ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale, con una carenza d’acqua che a nord tocca punte dell’80% e oltre cento comuni costretti a ricorrere alle autobotti. In Lombardia sono scattati i primi razionamenti in diverse province, mentre a Cremona il fiume Po ha toccato il record negativo di 8,59 metri sotto lo zero idrometrico, favorendo la risalita del cuneo salino nel Delta con gravi danni alle coltivazioni. La sofferenza idrica si estende anche a Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. A poco serviranno i temporali di calore attesi nei prossimi giorni sulle Alpi e sugli Appennini. Trattandosi di fenomeni brevi, violenti e molto localizzati, l’acqua non riesce a penetrare nei terreni inariditi e scorre via senza ricaricare le falde acquifere, portando spesso con sé solo il rischio di grandinate e forti raffiche di vento. Per un vero cambio di passo e un ricambio d’aria definitivo bisognerà attendere la terza decade del mese, indicativamente dopo il 18-20 agosto, quando correnti più fresche dal Nord Europa potrebbero finalmente spezzare l’egemonia della canicola africana.

