Distretto Sociale, scontro sullo Statuto. Il sindaco di Fumone Campoli: “Serviva confronto, si è scelto il braccio di ferro”

utente789
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Non si placano le polemiche attorno al percorso di trasformazione del Distretto Sociale in Consorzio. A margine dell’ultimo tavolo istituzionale, il sindaco di Fumone, Matteo Campoli, ha espresso forte perplessità sul metodo e sui tempi che hanno portato all’approvazione della bozza di Statuto, criticando la decisione di accelerare i tempi anziché aprire a un approfondimento tecnico preliminare.

Campoli, pur confermando la condivisione degli obiettivi di fondo del progetto, ha spiegato di aver formalmente chiesto il rinvio del punto all’ordine del giorno. Una proposta volta a istituire un tavolo tecnico-istituzionale per esaminare tre nodi cruciali: la governance e le regole decisionali del nuovo ente, i reali costi a carico dei Comuni (con quote pro capite per abitante che potrebbero salire dagli attuali 2 euro fino a 7-8 euro) e le garanzie sul mantenimento dei servizi nelle realtà locali più piccole. La richiesta di rinvio è stata tuttavia respinta dall’assemblea, che ha proceduto alla votazione e all’approvazione dello Statuto. Una scelta condivisa da una parte dei Comuni del distretto, ma contestata da una spaccatura evidente: a sostenere la linea del rinvio proposta da Fumone sono stati infatti i Comuni di Boville Ernica, Ceccano, Ferentino, Giuliano di Roma, Morolo e Supino. «È paradossale che uno strumento nato per tutelare i più deboli prenda forma con un atto di forza», ha dichiarato Campoli nella sua nota. «Avevamo semplicemente chiesto di costruire insieme le regole nell’interesse dei territori. Trovo incomprensibile la fretta di approvare un atto così rilevante prima di aver chiarito gli aspetti finanziari e operativi. Ora viene annunciato un tavolo per modificare lo Statuto: sarebbe stato più logico farlo prima dell’approvazione, non dopo». Nonostante le critiche sulla gestione della fase decisionale, il primo cittadino di Fumone ha assicurato che prenderà parte ai prossimi incontri di revisione del testo con atteggiamento collaborativo: «Parteciperò al tavolo di lavoro con spirito costruttivo per migliorare lo Statuto. Quando si tratta di difendere i diritti dei cittadini e i bilanci delle nostre comunità, non intendiamo fare passi indietro». La partita sulla riorganizzazione dei servizi sociali nel territorio resta dunque aperta, in attesa di capire quali modifiche verranno introdotte nel nuovo confronto annunciato tra i Comuni aderenti.
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