Il dolore per la tragica scomparsa di Michele si trasforma in un appello concreto affinché tragedie come questa non si ripetano.
L’ASD AnagniCiclismo ha deciso di trasformare il lutto in un’iniziativa rivolta alle istituzioni, chiedendo interventi immediati per migliorare la sicurezza di chi pratica ciclismo e sport sulle strade del territorio. «La perdita di un compagno di strada e di passione come Michele lascia un vuoto incolmabile» affermano il presidente e i soci dell’associazione. «La sua morte non può essere archiviata come una semplice statistica né come il prezzo che chi sceglie di andare in bicicletta dovrebbe mettere in conto. Pedalare non può significare rischiare la vita.» L’associazione richiama i principi sanciti dalla normativa italiana, ricordando che il Codice della strada considera la strada un bene comune destinato alla circolazione di tutti gli utenti, compresi i ciclisti, mentre la Costituzione riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. Per questo, spiegano dall’ASD, garantire condizioni di sicurezza a chi utilizza la bicicletta non rappresenta una concessione, ma un dovere delle istituzioni e un diritto dei cittadini. Nel documento viene inoltre puntato il dito contro quei comportamenti alla guida che continuano a mettere in pericolo la vita degli utenti più vulnerabili della strada. Tra le principali criticità vengono indicati l’eccesso di velocità e l’utilizzo dello smartphone durante la guida, una distrazione che può avere conseguenze drammatiche. L’ASD Anagni Ciclismo chiede quindi maggiori controlli e una linea di assoluta fermezza nei confronti di chi viola le norme del Codice della strada, con particolare attenzione ai limiti di velocità e all’uso del telefono cellulare al volante. Accanto alle richieste rivolte alle autorità competenti, l’associazione avanza anche alcune proposte operative. Tra queste vi è l’individuazione di tratti stradali particolarmente frequentati da ciclisti e podisti nei quali applicare in maniera rigorosa il limite di velocità di 50 chilometri orari, così da aumentare la sicurezza sia degli sportivi sia dei residenti. L’iniziativa più significativa riguarda però il progetto “Strade Sicure per lo Sport”, che il presidente dell’ASD Anagni Ciclismo intende presentare nelle prossime settimane al Comune di Anagni. L’obiettivo è quello di individuare un’area periferica della città che, per caratteristiche e conformazione, possa essere valorizzata come circuito sicuro dedicato agli allenamenti di ciclisti e podisti, creando uno spazio dove praticare sport riducendo al minimo i rischi legati al traffico veicolare. «Michele continuerà a pedalare con noi in ogni uscita, in ogni gara e in ogni chilometro percorso» conclude l’associazione. «Il modo più autentico per onorarne la memoria è fare tutto ciò che è possibile affinché nessun’altra famiglia debba vivere un dolore simile per una passione che dovrebbe rappresentare soltanto salute, libertà e condivisione.» Un messaggio che va oltre il ricordo di un amico e compagno di squadra e che si trasforma in una richiesta di responsabilità collettiva, affinché la sicurezza stradale diventi una priorità concreta e non soltanto un tema da affrontare dopo l’ennesima tragedia. Anna Ammanniti

