La spinta, lo strappo violento e poi la corsa sull’asfalto per diversi metri. Una resistenza disperata che non ha fermato i balordi, ma che ha permesso di avviare un’indagine lampo culminata nel fermo di due romani di 45 e 34 anni, ritenuti responsabili di una brutale tentata rapina ai danni di un’anziana nel quartiere Ardeatino.
L’aggressione e le indagini I fatti risalgono allo scorso 26 luglio. La vittima stava camminando quando è stata affiancata da una moto di grossa cilindrata con a bordo due uomini. I malviventi hanno provato a strapparle la borsa alle spalle, trascinando la donna a terra per diversi metri prima di desistere e fuggire. Accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni-Addolorata, l’anziana è stata fortunatamente dimessa con cinque giorni di prognosi. Gli investigatori del IX Distretto Esposizione si sono messi subito sulle tracce dei responsabili, setacciando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Nel giro di poche ore è emerso il dettaglio decisivo: un fotogramma nitido che immortalava la moto usata per il colpo, un’enduro caratterizzata da vistose strisce identificative. Un mezzo già noto alle forze dell’ordine, sospettato di essere stato impiegato per una serie di rapine ad anziani e negozi nel quadrante est della Capitale. Il blitz a Ostia e il secondo fermo a Roma Rilevata la pista, le ricerche si sono concentrate sul litorale. Gli agenti del IX Distretto, insieme ai Falchi della Squadra Mobile e al Commissariato di Spinaceto, hanno individuato il covo dei due a Ostia, nell’abitazione di un terzo soggetto. Dopo un lungo appostamento, i poliziotti hanno bloccato il primo indagato mentre si avvicinava alla moto parcheggiata poco distante. L’uomo ha tentato di cavarsela fornendo false generalità, ma il trucco non ha funzionato. Con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, gli agenti sono riusciti a entrare nell’appartamento — nonostante la reticenza del proprietario — trovando prove schiaccianti: all’interno c’erano i due caschi utilizzati durante l’aggressione all’Ardeatino. Nelle stesse ore è scattata la caccia al complice che, per far perdere le proprie tracce, era rientrato a Roma rifugiandosi a casa dei genitori. All’atto del fermo, entrambi gli uomini indossavano ancora gli stessi abiti e le stesse scarpe riprese dai sistemi di videosorveglianza il giorno dell’aggressione. Misura cautelare a Regina Coeli Per i due sospettati è scattato il fermo di indiziato di delitto e si sono spalancate le porte del carcere di Regina Coeli. A seguito dell’udienza, il GIP ha disposto per entrambi la misura cautelare.

