Sora – ​Ex Tomassi: vent’anni di promesse, Rifondazione Comunista chiede i fatti

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Il circolo “Antonio Gramsci” torna all’attacco sulla storica incompiuta di Sora. “Basta annunci, la città vuole vedere i cantieri aperti”, è il monito del partito all’amministrazione Di Stefano.

Il ritorno del tema “Ex Tomassi” ​Ancora una volta, l’area dell’ex Tomassi torna al centro del dibattito politico sorano. A distanza di pochi mesi dall’ultimo annuncio, l’Amministrazione comunale ha comunicato l’arrivo di nuovi finanziamenti regionali destinati alla riqualificazione della zona. Un annuncio che, tuttavia, non ha convinto Rifondazione Comunista, la quale ha risposto con una nota dai toni fermi, mettendo in discussione la credibilità di una narrazione che si trascina ormai da oltre un ventennio. ​Una storia che si ripete ​Il circolo interprovinciale “Antonio Gramsci” di Rifondazione Comunista punta il dito contro quella che definisce una “coincidenza politica” difficile da ignorare. La vicenda dell’ex Tomassi, infatti, ha avuto inizio nei primi anni Duemila, sotto l’amministrazione Ganino, in continuità con il governo Di Stefano padre. ​Oggi, a distanza di vent’anni, a gestire la questione è l’amministrazione guidata da Di Stefano figlio. Per il Prc, il fatto che molti degli attuali alleati di maggioranza siano gli stessi protagonisti della vita politica dell’epoca non è un dettaglio trascurabile, ma un elemento che accresce la responsabilità del governo cittadino nel dover chiudere, una volta per tutte, questa vicenda. ​Il simbolo di un modello politico ​Per Rifondazione Comunista, l’area dell’ex Tomassi non è solo un cantiere fermo, ma il simbolo di un modello di governo che viene definito di “matrice democristiana”. Un sistema che, secondo il partito, ha caratterizzato la storia amministrativa di Sora attraverso promesse ripetute e opere incompiute. ​Il Prc non si limita alla critica, ma guarda al futuro: il recupero definitivo dell’area è già stato inserito come punto cardine del prossimo programma amministrativo del partito. L’obiettivo dichiarato è costruire un’alternativa radicale all’attuale gestione comunale, ritenuta parte integrante di quel sistema politico che si intende contrastare. ​Vigilanza e pragmatismo ​Nonostante la durezza del comunicato, Rifondazione Comunista precisa di accogliere con favore qualsiasi intervento di bonifica reale, promettendo di mantenere un atteggiamento di “vigilanza costruttiva”. Il messaggio ai cittadini è chiaro: il partito non si farà incantare dalle promesse elettorali o dai proclami sui fondi regionali. ​”Se questa sarà davvero la volta buona, saremo i primi a prenderne atto. Ma fino ad allora continueremo a ricordare un fatto semplice: l’ex Tomassi è ancora lì”, concludono dalla sezione locale. ​La sfida è dunque lanciata: per l’amministrazione comunale la prova del nove non sarà più la capacità di reperire fondi, ma quella di trasformare gli annunci in un cantiere che restituisca finalmente l’area alla città.
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