​Frosinone – Maltrattamenti in famiglia: scatta il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico

utente789
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​L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, a seguito della denuncia sporta dall’ex moglie dell’indagato.

Un’altra importante operazione a tutela delle fasce deboli è stata portata a termine nella giornata di ieri, 15 luglio 2026, dalla Polizia di Stato di Frosinone. Gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di un uomo residente in provincia, accusato di maltrattamenti in famiglia. ​L’indagine e i fatti ​Il provvedimento scaturisce da una complessa attività investigativa avviata dagli inquirenti dopo la denuncia presentata dall’ex moglie dell’uomo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’indagato si sarebbe reso protagonista di una serie di comportamenti violenti e condotte aggressive reiterate, dirette in particolare verso il figlio minore. ​Il quadro probatorio raccolto dalla Squadra Mobile, definito dagli inquirenti “grave e concordante”, ha permesso di ricostruire un contesto familiare segnato da gravi episodi di maltrattamento, rendendo necessario un intervento tempestivo delle autorità giudiziarie per interrompere la spirale di violenza. ​Il provvedimento ​Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Frosinone, condividendo pienamente le risultanze investigative depositate, ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa. ​Per garantire la massima sicurezza e monitorare costantemente il rispetto del provvedimento, all’indagato è stato applicato il dispositivo di controllo elettronico (braccialetto elettronico). ​L’impegno costante della Questura ​Questo intervento si inserisce nell’ambito della quotidiana e capillare attività di monitoraggio svolta dalla Questura di Frosinone e dalle sue articolazioni interne. Il contrasto alla violenza domestica e di genere resta una priorità assoluta per le forze dell’ordine locali, impegnate costantemente non solo nella fase repressiva, ma anche nella protezione e nella salvaguardia dell’incolumità delle vittime più vulnerabili.
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