Maxi operazione contro la pedopornografia: perquisizioni anche nel Frusinate

utente789
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Una vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato ha inferto un duro colpo al mondo della pedopornografia online.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Catania e condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica etneo in collaborazione con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo), ha portato a un bilancio di 7 arresti e 30 persone indagate in tutta Italia. ​L’inchiesta, definita dagli inquirenti lunga e complessa, ha visto il coinvolgimento di oltre 100 agenti della Polizia Postale, impegnati nell’esecuzione di perquisizioni personali e informatiche in 17 diverse città italiane, tra cui anche Frosinone. ​L’indagine: dalle chat al darkweb ​Gli investigatori sono risaliti ai responsabili attraverso un attento monitoraggio del darkweb e l’analisi forense di numerose chat rinvenute su dispositivi mobili. Grazie anche a tecniche di indagine sotto copertura, gli specialisti della Postale sono riusciti a ricostruire la rete di gruppi dediti allo scambio illecito di video e immagini pedopornografiche, che in molti casi ritraevano violenze su bambini in tenera età. ​L’attività di identificazione è stata estremamente meticolosa e ha richiesto l’acquisizione di dati anche a livello internazionale per risalire alle identità dei soggetti coinvolti. ​Il profilo degli indagati ​L’operazione ha messo in luce la trasversalità del fenomeno. Gli indagati, tutti di sesso maschile e di età compresa tra i 19 e i 59 anni, appartengono a diverse estrazioni sociali: tra loro figurano studenti, disoccupati, impiegati, operai e professionisti, residenti in varie aree della penisola. Oltre alla provincia di Frosinone, le perquisizioni hanno interessato Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. ​Il materiale sequestrato ​Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici — PC, smartphone e memorie esterne — contenenti decine di migliaia di file illegali. Tutto il materiale è ora al vaglio degli inquirenti: l’obiettivo prioritario non è solo la conferma del quadro indiziario, ma anche l’identificazione di ulteriori soggetti coinvolti e, soprattutto, il riconoscimento delle piccole vittime presenti nei video per poter offrire loro aiuto e protezione. ​Le indagini proseguono per far luce su eventuali ulteriori ramificazioni di questa rete criminale che opera nel sommerso della rete.
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