L’area, adiacente all’abitazione dell’uomo, è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri. Tra i rifiuti rinvenuti: scarti edili, rottami ferrosi e parti di autovetture.
Prosegue senza sosta l’azione di controllo del territorio da parte dei Carabinieri, finalizzata alla tutela dell’ambiente e al contrasto dei reati legati allo smaltimento illecito di rifiuti. Nel corso di una mirata operazione condotta lo scorso 2 luglio, i militari della Stazione di Ferentino, in collaborazione con il personale specializzato del Nucleo Carabinieri Forestale di Anagni, hanno scoperto una vasta discarica abusiva nel territorio comunale. Il sequestro Al centro dell’attenzione degli investigatori è finito un appezzamento di terreno di circa 600 metri quadrati, situato proprio a ridosso dell’abitazione di un uomo di 65 anni. Una volta fatto ingresso nell’area, le forze dell’ordine si sono trovate di fronte a una vera e propria discarica a cielo aperto, dove erano stati accumulati rifiuti di vario genere in assenza di qualsiasi autorizzazione o misura di sicurezza ambientale. Cosa è stato rinvenuto Il materiale accatastato sul terreno era eterogeneo e di natura potenzialmente pericolosa per il suolo e le falde acquifere. Tra i rifiuti identificati durante l’ispezione figuravano: Materiali da risulta: calcinacci e scarti derivanti da demolizioni edili. Rottami metallici: rottami ferrosi di varia natura. Rifiuti industriali: plastiche e altri scarti di lavorazione. Veicoli: parti e carcasse di autovetture. Altro: bancali in legno e ingenti quantità di rifiuti indifferenziati. I provvedimenti L’attività illecita è stata immediatamente interrotta con il sequestro penale dell’intera area. L’uomo, proprietario del terreno, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per attività di gestione di rifiuti non autorizzata, in violazione dell’Art. 256 del Decreto Legislativo 152/2006, il cosiddetto “Testo Unico Ambientale”. Attualmente, l’area è stata affidata in custodia giudiziale allo stesso indagato. I Carabinieri di Ferentino, che stanno procedendo con le indagini, lavorano ora per risalire alla provenienza esatta dei materiali sversati e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

