Dopo aver parlato di intelligenza artificiale dal punto di vista scientifico e filosofico, il Festival della Filosofia di Veroli ha spostato lo sguardo sulle sue implicazioni politiche, economiche e sociali dell’AI. In Piazza Santa Maria Salome, Alan Friedman, accompagnato da Laura Caschera, ha guidato il pubblico dentro le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali, in un tempo in cui tecnologia e geopolitica sono sempre più intrecciate.

La riflessione ha attraversato l’America dell’era Trump, le prospettive aperte dalle prossime elezioni di midterm e le nuove strategie economiche statunitensi, dai dazi alla competizione globale. Ma il cuore dell’incontro è stato soprattutto il ruolo che l’intelligenza artificiale è destinata ad assumere nella costruzione del consenso, nell’informazione e nella vita democratica.
Dall’evoluzione dei social media ai sistemi generativi, Friedman ha evidenziato come il cambiamento tecnologico imponga oggi una nuova consapevolezza. La domanda non è soltanto che cosa l’intelligenza artificiale sarà in grado di fare, ma se le nostre democrazie saranno capaci di governarne e guidarne gli effetti.
Da qui il rimando all’Europa, chiamata a costruire una propria autonomia politica e culturale. L’AI Act rappresenta un primo tentativo di fissare regole e tutele in uno scenario in continua evoluzione, ma, come emerso durante la serata, nessuna norma potrà prescindere da ciò che resta il principale strumento di difesa: il pensiero critico.
”L’Europa deve imparare a dire no” è una delle riflessioni che hanno attraversato il confronto, insieme alla convinzione che il continente possa continuare a rappresentare uno degli ultimi baluardi nella tutela dei diritti umani, delle libertà individuali e dello Stato di diritto, proprio mentre il progresso tecnologico rende sempre più urgente interrogarsi sul rapporto tra innovazione e responsabilità.
In questo scenario, il privilegio dell’Europa è anche culturale: continuare a osservare, interpretare e discutere il cambiamento senza rinunciare alla complessità, facendo della cultura uno strumento di orientamento e non soltanto di conoscenza.
La serata è stata anticipata da un nuovo appuntamento dell’Aperitivo Filosofico, che ha visto protagonista Trifone Gargano, confermando una delle novità più apprezzate di questa edizione. Un’occasione di confronto informale che continua ad affiancare gli incontri serali, trasformando il centro storico in uno spazio diffuso di riflessione e partecipazione.
Questa sera, al Chiostro di Sant’Agostino alle 21.15, il Festival ospiterà Maurizio Ferraris con la presentazione del sul “Comunismo digitale”.
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