“Attenti ai furbetti”. Questo il titolo dell’incontro formativo sulla sicurezza e sulle principali truffe che vengono perpetrate ai danni delle persone anziane, organizzato dalla associazione ANCESCAO, dal centro Anziani “Fiordaliso” (presidente Sebastiano Nobili) e con la collaborazione della questura di Frosinone.

Numerosi gli anziani che hanno partecipato a questo incontro. E sono stati proprio due poliziotti della squadra Mobile, Gianluca Mazara e Melissa Sementilli ad illustrare ai presenti i pericoli a cui vanno incontro le persone della terza età le quali, proprio perché considerate più fragili e vulnerabili, sono molto spesso il bersaglio preferito dei malviventi.

Gli agenti della polizia di Stato hanno toccato vari tipi di truffe che sovente fanno cadere gli anziani nella loro rete. E proprio perché fanno leva sui sentimenti non bisogna mai credere a chi per telefono chiede oro e soldi per pagare l’avvocato del figlio o del nipote che ha avuto un incidente. Quando arrivano telefonate nelle quali vengono richieste somme di denaro da parte di istituti di credito, degli uffici postali non bisogna mai crederci. Meglio dire all’interlocutore

che vi recherete di persona negli uffici preposti per una attenta verifica. Ormai i truffaldini hanno trovato numerosi sistemi per imbrogliare gli anziani. Tra questi la famosa piattaforma “Voipe” attraverso la quale proprio per indurre in errore i pensionati, vengono evidenziati sul telefonino numeri di caserme, di

uffici della questura o di enti pubblici. In questo modo se l’interessato fa un riscontro incrociato per verificare la veridicità della telefonata, si trova all’altro capo del filo il numero vero ma a gestire la chiamata è sempre una persona che fa parte dell’organizzazione malavitosa. I poliziotti hanno ribadito che non bisogna credere a chi vuole elargirci del denaro. I rimborsi hanno sempre l’aria dell’imbroglio.
Mar. Ming.