Cittaducale – Danneggia il braccialetto elettronico: denunciato pensionato “seriale” dell’evasione

Irene Mizzoni
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​L’uomo, già ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia, era già stato sorpreso in passato a spasso in auto e persino alla guida di un trattore.

Non c’è pace sul fronte del rispetto delle misure cautelari a Cittaducale. I Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà un pensionato del posto, ritenuto responsabile del danneggiamento del dispositivo elettronico di controllo – il cosiddetto “braccialetto elettronico” – a cui era sottoposto. La denuncia alla Procura della Repubblica di Rieti è scattata al termine di accertamenti mirati, condotti dai militari nella serata di alcuni giorni fa. ​L’allarme è scattato quando i sistemi di monitoraggio hanno segnalato un’anomalia. I militari dell’Arma si sono recati immediatamente presso l’abitazione dell’uomo e, operando congiuntamente al personale tecnico della società incaricata della gestione del sistema di controllo a distanza, hanno constatato l’avvenuta manomissione e il danneggiamento dello strumento. Il dispositivo era stato applicato proprio per verificare il rispetto della misura degli arresti domiciliari. ​Quest’ultimo episodio rappresenta solo l’ultimo tassello di un quadro comportamentale definito dagli inquirenti particolarmente complesso. Il pensionato, infatti, non è affatto nuovo a violazioni del genere. Nel corso degli ultimi mesi era già stato tratto in arresto in più occasioni per il reato di evasione: ​In un’occasione era stato sorpreso e fermato alla guida della propria autovettura. ​In un’altra circostanza, i Carabinieri lo avevano intercettato persino a bordo di un trattore, incurante dei divieti. ​Le misure restrittive originarie erano state adottate dall’Autorità Giudiziaria a seguito di procedimenti penali legati a gravi reati di maltrattamenti in ambito familiare e minacce. Proprio a causa della sua condotta refrataria alle prescrizioni, il giudice aveva deciso in passato di inasprire la misura, disponendo l’applicazione del braccialetto elettronico per blindare l’efficacia degli arresti domiciliari. ​Un tentativo di contenimento che non è bastato: il volontario danneggiamento del sistema di monitoraggio aggrava ora ulteriormente la posizione giudiziaria dell’anziano, per il quale potrebbero presto aprirsi le porte del carcere.
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