Fine dell’incubo per una donna di Anagni: braccialetto elettronico per l’ex marito stalker

Irene Mizzoni
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Si chiude, con l’intervento decisivo dell’Arma, una drammatica vicenda di persecuzioni e violenze che ha visto come vittima una 43enne residente ad Anagni. I Carabinieri della stazione locale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone nei confronti dell’ex marito della donna, un 44enne già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo è ora destinatario del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione contestuale del braccialetto elettronico, uno strumento fondamentale per garantire il monitoraggio costante dei suoi spostamenti e la sicurezza della vittima. ​La spirale di terrore è emersa lo scorso 15 aprile, quando la donna ha trovato la forza di denunciare mesi di abusi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non aveva mai accettato la separazione, trasformando la vita dell’ex coniuge in un inferno fatto di: ​Gelosia ossessiva che aveva costretto la vittima a cambiare radicalmente le proprie abitudini. ​Stato di ansia perenne e timore per la propria incolumità. ​L’episodio più grave è avvenuto la sera del 14 aprile. Dopo l’ennesimo rifiuto della donna di rivelare la propria posizione, il 44enne ha minacciato di morte l’ex moglie, promettendo di distruggere la sua casa. Solo la prontezza della vittima nel fuggire immediatamente ha evitato il peggio: pochi minuti dopo, infatti, l’aggressore ha sfondato la porta dell’abitazione, devastando l’intero appartamento. ​Grazie alla denuncia formale, i militari hanno attivato l’iter d’urgenza previsto dal protocollo Codice Rosso. In tempi record, i Carabinieri hanno raccolto un quadro indiziario solido per i reati di: ​Maltrattamenti in famiglia. ​Atti persecutori (stalking). ​L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a tutte le donne che si trovano in situazioni di pericolo o subiscono soprusi: non esitate a chiedere aiuto. La professionalità dei reparti territoriali e i nuovi strumenti di controllo elettronico permettono oggi una tutela reale e immediata per le fasce più deboli, assicurando che nessuna vittima resti sola di fronte al proprio aguzzino.
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