Lazio – Piano Triennale da 29 Milioni contro l’Azzardo e le Dipendenze

Irene Mizzoni
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La Regione Lazio schiera l’artiglieria pesante contro la piaga del gioco d’azzardo e delle dipendenze. La Giunta regionale ha approvato ufficialmente il Piano Regionale Triennale 2025–2027, un progetto ambizioso che mette sul piatto oltre 29 milioni di euro per rivoluzionare l’approccio al recupero e alla prevenzione.

​Le risorse, derivanti da fondi nazionali, saranno suddivise in 27 milioni (circa 9 all’anno) provenienti dal Fondo Dipendenze Patologiche, a cui si aggiungono 2 milioni specificamente destinati alle Comunità Terapeutiche accreditate tramite il Fondo Prevenzione e Recupero. ​Un “Cambio di Paradigma”: Salute e Sociale Insieme ​Non si tratta solo di cifre, ma di un nuovo metodo di intervento. Il Presidente della Regione, Francesco Rocca, e l’Assessore all’Inclusione sociale, Massimiliano Maselli, hanno parlato di un vero e proprio “cambio di paradigma”. Per la prima volta, l’integrazione sociosanitaria non sarà solo uno slogan: il piano prevede una rete fitta che coinvolge ASL, Aziende di Servizi alla Persona (ASP) ed Enti del Terzo Settore. ​L’obiettivo è colmare il vuoto che spesso si crea tra la fine della cura clinica e il difficile ritorno alla vita sociale. ​I Tre Pilastri della Strategia Regionale ​L’azione regionale si articolerà su tre direttrici fondamentali: ​Prevenzione e Giovani: Interventi capillari nelle scuole e nei luoghi del divertimento. Saranno attivate unità mobili per la riduzione del danno e programmi mirati a intercettare precocemente il disagio tra i minori. ​Cura e Inserimento: Particolare attenzione a chi soffre di “doppia diagnosi” (dipendenza associata a disturbi psichiatrici) e ai detenuti, con percorsi di assistenza e misure alternative alla carcerazione. ​Inclusione Sociale: È prevista l’istituzione di un tavolo regionale per garantire a chi esce dal tunnel della dipendenza l’accesso a soluzioni abitative e l’inserimento nel mondo del lavoro. ​Formazione e Ricerca per Intercettare il “Sommerso” ​Una parte rilevante dell’investimento sarà dedicata alla ricerca epidemiologica. L’obiettivo è scovare i cosiddetti “consumatori sommersi”, ovvero quelle persone che soffrono di patologie legate al gioco o alle sostanze ma che non sono ancora in carico ai servizi pubblici. ​Oltre a nuove assunzioni di personale specializzato, il piano punta sulla formazione continua certificata per tutti gli operatori del settore, garantendo che le risposte fornite ai cittadini siano sempre all’altezza delle nuove sfide poste dalle moderne forme di dipendenza. ​«Vogliamo garantire continuità assistenziale tra il momento clinico della cura e quello sociale del reinserimento», hanno concluso Rocca e Maselli. «La nostra attenzione è massima per i giovani e le fasce più vulnerabili della popolazione».
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