Arpino si fa Capofila della Latinità: al via il Progetto UNESCO “Urbes Latinae Linguae”

Irene Mizzoni
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​Sabato 9 maggio, presso il suggestivo Palazzo Borromeo, verrà presentato ufficialmente il manifesto per il riconoscimento dei “Certamina” come patrimonio dell’umanità.

La città di Cicerone torna a farsi centro propulsore di cultura universale. Sabato 9 maggio 2026, alle ore 17:00, la cornice storica di Palazzo Borromeo ospiterà la conferenza di presentazione del progetto UNESCO “Urbes Latinae Linguae” – La rete dei Certamina. ​L’iniziativa nasce con un obiettivo ambizioso e nobile: far riconoscere le competizioni di lingua latina (i Certamina) come patrimonio culturale vivo dell’umanità. Non una semplice celebrazione del passato, ma la difesa di una tradizione che vede ogni anno migliaia di giovani sfidarsi a colpi di traduzione e analisi critica, dimostrando che il latino non è una “lingua morta”, bensì una pratica vissuta ed esercitata. ​Una Rete d’Eccellenza ​Il progetto vede Arpino come città capofila, forte della storica tradizione del Certamen Ciceronianum, ma coinvolge una vera e propria “costellazione” di città italiane: da Napoli (Virgilio) a Padova (Tito Livio), passando per Salerno (Certamen Hippocraticum), Sulmona (Ovidio), Terni (Tacito) e Venosa (Orazio). ​Il Programma dell’Evento ​La conferenza si aprirà con i saluti istituzionali dell’Ing. Massimo Sera, Vicesindaco di Arpino. Seguiranno gli interventi di figure di spicco del panorama accademico e sanitario: ​Dott.ssa Alessia Savo, Presidente della Commissione Regionale Sanità Lazio; ​Prof. Paolo De Paolis, dell’Università di Verona e Vicepresidente del Centro Studi Umanistici M.T. Cicerone; ​Prof.ssa Paola Materiale, Preside del Liceo Classico “Tulliano”. ​Il cuore tecnico della proposta sarà illustrato dai relatori Avv. Daniela Reale (Delegata al progetto UNESCO), la Prof.ssa Elena Merino Gómez dell’Università di Valladolid e il Prof. Renato Benintendi dell’Università di Salerno. ​Difendere l’Identità Europea ​Secondo il manifesto del progetto, il riconoscimento UNESCO è un “atto di coraggio” necessario in un’epoca dominata da logiche puramente algoritmiche. «In un mondo sempre più frammentato,» si legge nel documento, «i valori del mondo classico restano tra i pochi linguaggi capaci di generare coesione, misura, dialogo e una comune humanitas.» ​Il progetto ha già ottenuto l’importante avallo del Ministero degli Esteri ed è attualmente al vaglio del Ministero della Cultura, godendo inoltre del patrocinio del Parlamento Europeo. ​L’appuntamento di sabato rappresenta dunque un passaggio decisivo per la salvaguardia di un’identità millenaria che, partendo dalle radici classiche, parla direttamente al futuro delle nuove generazioni. Perché, come ricorda la citazione di Cicerone che chiude il manifesto: Latina Lingua «in ore omnium!» (La lingua latina sulla bocca di tutti).
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