Pulsante segreto e vano airbag: la Smart-caveau della droga incastra tre pusher a Frosinone

Irene Mizzoni
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Sembrava una normale Smart che procedeva nel traffico pomeridiano di via Monti Lepini, ma sotto la scocca e dietro le plastiche del cruscotto nascondeva un ingegnoso sistema degno di un film di spionaggio. Un segreto che non è bastato a tre persone – un uomo albanese di 48 anni, suo figlio di 20 e una ragazza italiana di 22 – per evitare le manette dei Carabinieri del Nucleo Investigativo.

​Tutto è iniziato durante un normale controllo stradale lo scorso 23 aprile. Quando i militari hanno imposto l’alt alla vettura, i due giovani a bordo hanno cercato di mantenere la calma, ma l’eccessivo nervosismo e qualche risposta di troppo hanno convinto gli uomini dell’Arma ad andare a fondo. ​La perquisizione personale sulla ragazza ha fatto emergere subito i primi sospetti: oltre 2.400 euro in banconote di piccolo taglio, una somma difficile da giustificare in quel contesto. Ma la vera sorpresa è arrivata dall’analisi dell’abitacolo. ​Esaminando la zona del passeggero, i Carabinieri hanno scoperto che l’alloggiamento dell’airbag era stato completamente svuotato e trasformato in una cassaforte invisibile. Non un semplice nascondiglio manuale, ma un vano a comando elettrico che si apriva solo azionando un meccanismo sofisticato. Al suo interno sono comparsi 37 involucri di cocaina già pronti per la vendita, insieme a un’agenda che riportava nomi e cifre: il “libro mastro” della loro attività illecita. ​L’operazione non si è fermata alla strada. I militari hanno deciso di perquisire immediatamente l’abitazione del giovane guidatore, dove hanno trovato il padre 48enne, già noto alle forze dell’ordine. ​In casa, la conferma che non si trattasse di semplici “corrieri”, ma di una vera e propria centrale logistica: ​Oltre due etti di cocaina confezionata sottovuoto; ​Panetti di hashish; ​Una macchina conta-banconote professionale per gestire i volumi d’affari; ​Tutto il materiale necessario per pesare e sigillare le dosi. ​ ​Per i due uomini si sono aperte le porte del carcere di Frosinone, mentre la ragazza è stata posta ai domiciliari. L’intero arsenale dello spaccio, compresa l’ingegnosa Smart, è finito sotto sequestro. Resta ora da capire a quale rete di distribuzione fosse destinato quel carico, in una città dove la lotta al traffico di stupefacenti continua a segnare tappe cruciali.
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